Banda larga a basso costo: le proposte della UE

di Teresa Barone

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Le proposte della UE per limitare la burocrazia e tagliare i costi di installazione delle reti ad alta velocità favorendo la diffusione della banda larga.

Rendere più agevole e meno costoso l?accesso ala banda larga, consentendo a tutti di usufruire di Internet ad alta velocità limitando l?iter burocratico spesso troppo macchinoso, intervenendo quindi sulle attuali pratiche amministrative locali e nazionali.

=> Leggi il comunicato stampa della Commissione Europea

Questo il volere dell?Unione Europea, che ha reso note nuove proposte mirate a favorire l?adozione di norme comuni per la diffusione della banda larga nel territorio della UE. Secondo quanto affermato dalla vicepresidente della Commissione Europea Neelie Kroes, non esistono regole comuni e nella maggior parte degli stati membri non vengono sfruttate le infrastrutture appartenenti ai servizi pubblici per creare basi si appoggio idonee alla posa delle reti ad alta velocità.

«Tutti hanno diritto alla banda larga veloce. È mia intenzione eliminare la burocrazia che ci impedisce di raggiungere questo obiettivo. La Commissione europea vuole rendere più rapido e meno costoso l?accesso alla banda larga.»

Le nuove direttive proposte dalla UE, che dovranno essere approvate sia dal Parlamento europeo sia dal Consiglio, vertono su quattro punti fondamentali descritte nel comunicato stampa ufficiale:

=> Leggi i dati sulla diffusione della banda larga in Italia

«Garantire che gli immobili nuovi o ristrutturati siano predisposti per la banda larga ad alta velocità;

Aprire l?accesso all?infrastruttura (compresi cavidotti, tubature, pozzetti, centraline, pali, piloni, installazioni di antenne, tralicci e altre strutture di supporto) a condizioni eque e ragionevoli anche per quanto riguarda il prezzo;

Consentire a qualsiasi gestore di rete di negoziare accordi con altri fornitori di infrastrutture per porre fine all?insufficiente coordinamento delle opere di ingegneria civile;

Semplificare le procedure autorizzative – ora lente e complesse – soprattutto per quanto riguarda pali e antenne, sostituendole con un sistema automatico di concessione o rifiuto entro sei mesi e attivando uno sportello unico per la presentazione delle domande.»

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