Più virtualizzazione = meno server

di Noemi Ricci

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La server consolidation, ovvero un migliore sfruttamento delle risorse hardware, può essere portato a compimento con un progetto di virtualizzazione ben implementato. Ecco cosa bisogna tener presente

La naturale e continua dimunuzione dei costi dell’hardware ha portato all’abitudine di far uso di macchine dedicate per ciascun servizio erogato, con il vantaggio di evitare conflitti tra le applicazioni, ma anche lo svantaggio di dover affontare notevoli problemi e costi di gestione di una tanto ampia infrastruttura. Abbiamo assistito alla proliferazione dei server, causata dalla tendenza di far seguire all’aggiunta di un nuovo servizio, o applicazione, anche l’istallazione di un nuovo server. Questo molto spesso risulta sottoutilizzato da un bassissimo impiego percercentuale della CPU e della banda I/O a disposizione.

Una delle strategie per ridurre i costi e incrementare la qualità dei servizi consiste nell’utilizzare un minor numero di macchine, possibilmente server di classe superiore che assicurino maggiori prestazioni, affidabilità e migliore gestione delle criticità, in cui venga istallato uno dei software di virtualizzazione.

La virtualizzazione è una tecnica che permette di “isolare” lo strato fisico tramite una sorta di incapsulamento, creando così un’interfaccia che nasconda il sottostrato consentendo l’accesso concorrente alle stesse risorse. Essenzialmente può essere di tre tipi, come abbiamo avuto modo di analizzare parlando della virtualizzazione nell’Università di Bologna. Creando più server virtuali in una sola macchina fisica, è possibile continuare a mantenere una sorta di rapporto 1:1 tra numero di macchine e applicazioni, occupando allo stesso tempo meno spazio e riducendo di molto i consumi, ad esempio in termini di alimentazione. Si può arrivare a concentrare anche 150 server fisici in solo 3.

Oltre ad ottenere una gestione di gran lunga più semplice ed economica, si ha un grande vantaggio anche rispetto alla Business Continuity Applicativa, in quanto la virtualizzazione consente si eliminare il legame tra server fisico e sistema operativo sottostante. Così è possibile spostare il server virtuale, insieme ai propri servizi, tra le differenti macchine fisiche senza doversi preoccupare della compatibilità hardware, anche durante l’uso delle applicazioni stesse.

Le tecniche di virtualizzazione disaccoppiano il sistema operativo principale dall’hardware, tale astrazione consente di avere un insieme di macchine virtuali (ciascuna dedicata a un ambiente operativo) che condivida diverse risorse in modo dinamico, essendo queste assolutamente separate tra loro risultano isolate da eventuali propagazioni di virus o crash. Un’importante utilizzo delle tecniche di virtualizzazione è la server consolidation, un approccio orientato all’utilizzo delle risorse più efficiente, con lo scopo di ridurre il numero totale di server in ambito aziendale.