I 5 falsi miti più diffusi sul Cloud Computing

di Tullio Matteo Fanti

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Il Cloud Computing ha modificato in modo radicale il modo in cui le aziende possono ottenere e utilizzare le risorse IT, offrendo vantaggi sensibili in termini di costi, flessibilità  e scalarità . Accolto inizialmente con diffidenza, con gli anni ha raccolto consensi, nonostante la sua adozione incontri ancora una certa resistenza da parte delle aziende.Secondo Alfonso Correale, Group Sales Manager per il Sud Europa di Verizon, i dubbi legati alle tecnologie cloud nascono essenzialmente da pregiudizi, risultato di informazioni superate o ipotesi errate. Ecco i falsi miti sul Cloud Computing:

1 – Il Cloud non è sicuro
Il cloud può essere sicuro come un ambiente IT on-premise, anzi, di più, poiché i cloud provider adottano un approccio alla sicurezza a più livelli: iniziando dalla sicurezza fisica – con rigorose procedure di controllo degli accessi e sofisticati sistemi di sorveglianza – cui si aggiunge la sicurezza logica con la separazione di rete tra i cloud tenant e, per finire, contesti firewall separati per ogni ambiente gestito dall’utente. => Leggi perché il Cloud Computing è il posto più sicuro per i dati

2 – Il Cloud è un best effort
Il cloud offre una ampia varietà  di soluzioni disponibili a un prezzo ragionevole; esistono soluzioni cloud per ogni esigenza e per ogni budget, ma quando si è alla ricerca di un cloud provider enterprise-grade, il discorso è diverso. Non esiste un approccio best effort o “one-size-fits all”: tutto dipende da prestazioni e disponibilità , sostenute da SLA significativi e completi, con sanzioni in caso di violazioni.

3 – Una volta dentro, è impossibile uscirne
Nella scelta del Cloud provider, occorre prestare particolare attenzione a quali practice saranno seguite e se gli standard di settore saranno rispettati. I cloud provider dovrebbero offrire la possibilità  di utilizzare API aperte, l'importazione ed esportazione di macchine virtuali e l’integrazione senza soluzione di continuità  con reti e cloud privati. =>Come scegliere il Cloud: privato, pubblico o ibrido

4 – Perderò ciò che ho investito
Usare un Cloud pubblico non significa dismettere le infrastrutture che già  si possiedono; in molti casi, un ambiente cloud integra le infrastrutture esistenti e ci sono molti strumenti sul mercato che integrano dati e sistemi tra ambienti cloud on-premise e pubblici. Il segreto è trovare un cloud provider in linea con le proprie esigenze.

5 – Conformità  e Cloud non vanno d'accordo

Nel mondo dei Cloud provider, la conformità  è importante come in qualsiasi altro settore. Gli stessi cloud provider si attivano per primi per rispondere ai requisiti di conformità  in ambito sicurezza, così da aiutare i loro clienti a rispettare gli obblighi previsti.