Attacchi via Facebook: l’utente è l’anello debole

di Guido Grassadonio

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A tenere banco sui siti specializzati in ITsecurity sono sempre più spesso gli attacchi via Facebook. Uno “scammer” sa benissimo che non è facile clonare pagine degli account di grandi organizzazioni senza che lo staff se ne accorga e segnali immediatamente il problema ai gestori del social network; ma sanno benissimo anche che nei week-end l’attenzione decresce.

Così è stata realizzata la pagina fasulla su scontri a Piazza del Popolo fra studenti e forze dell’ordine.
La finta pagina FB è subdola: anche se si clicca su sul “No” all’invito

“Vuoi condividere il video degli scontri?”

si viene comunque reindirizzati e si dà il via all’attacco.

Ed ecco che compariranno strani messaggi, del tipo: “Facebook ha superato i suoi limiti, se non confermi il tuo account verrà cancellato“. Gestite male le risposte a queste domande trabocchetto e vi troverete ad aver sottoscritto un contratto di SMS a pagamento!

Insomma una truffa via Facebook. Come regola generale, quando capite di essere in pagine potenzialmente truffaldine, non seguite nessuna indicazione e chiudete il browser.

Come altra regola, vale prima una riflessione: lo diciamo spesso, i tecnici informatici possono anche fare miracoli per la nostra sicurezza online ma l’anello debole della catena è troppo spesso l’utente ingenuo. Cadere vittima di una “truffa” più o meno ben orchestrata è quanto di più facile possa capitare e, quando succede, conviene forse prendersela più con se stessi che non con i presunti limiti dei sistemi utilizzati.

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