2007, l’annus horribilis della perdita di dati

di Stefano Besana

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Una notizia riportata da AP Business Writer pone l’accento su una questione “cara” alle realtà  lavorative: la possibilità  di perdere completamente i dati del proprio PC.

Se per un’utenza residenziale la perdita si traduce, molto spesso, solo in qualche imprecazione, per le realtà  aziendali questa perdita può comportare serie complicazioni.

Il 2007, l’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, ha appunto rappresentato dal punto di vista delle perdite dei dati l’anno peggiore.

Se da un lato è pur vero che il numero di PC per singola utenza è aumentato – e quindi in un certo senso è normale che sia così – è altrettanto vero che il rischio della perdita dei dati rappresenta una realtà  da non sottovalutare assolutamente

Secondo le proiezioni di alcuni istituti preposti a queste statistiche l’anno 2008 potrebbe essere persino peggiore del precedente. Sarebbero 79 milioni i dati persi o rubati solamente in America. Le aziende devono pendere seriamente in considerazione questi dati per poter prendere le giuste misure di sicurezza e prevenzione, in modo da annullare i rischi e limitare le perdite.

In che modo? Innanzitutto predisponendo sempre e comunque gli adeguati mezzi di sicurezza che permettano di avere sempre sotto controllo la situazione e di assicurarsi perlomeno una sicurezza di base. I sistemi antivirus e antimalware devono – lo abbiamo detto molte volte – essere costantemente aggiornati.

Una seconda necessità  fondamentale è quella di impostare delle policy di backup che prevedano l’implementazione di sistemi che consentano di effettuare, periodicamente, un backup di tutti i dati presenti su ogni Pc. In questo modo, per ogni evenienza ci sarebbe sempre una copia dei dati e il restore sarebbe assai facilitato.

Misure come queste divengono necessarie, e non consigliate, in un mondo in cui i dati si muovono sempre più attraverso i PC e sempre meno attraverso il cartaceo. Aziende che non investono, per risparmiare, in soluzioni del genere, potrebbero vedersi, in un futuro non necessariamente remoto, a spendere molto più denaro per il recupero dei dati smarriti.

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