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Rimborsi Cashback alternativi alle detrazioni fiscali

di Redazione PMI.it

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Cashback fiscale alternativo alle detrazioni IRPEF in dichiarazione dei redditi, rimborso su IBAN e notifica su App IO: proposta in legge delega fiscale.

Cashback fiscale al posto delle detrazioni e sconti fiscali come ad esempio le spese mediche, accreditati direttamente sul conto corrente (con notifica sulla App IO) invece di essere inseriti nella dichiarazione dei redditi: è una proposta che sta prendendo corpo in queste ore, in relazione agli acquisti con diritto ad agevolazioni effettuati cons strumenti digitali, che dovrebbe essere inserita nella legge delega fiscale. Vediamo di cosa si tratta.

Cashback fiscale: la proposta in Riforma

La proposta di Cashback fiscale è oggetto di due emendamenti alla legge delega di Riforma fiscale e prevede un rimborso monetario, in alternativa alla detrazione fiscale, per le spese sostenute con strumenti di pagamento tracciato. Le due proposte, distinte ma analoghe, trovano eco anche nelle conclusioni dell’indagine conoscitiva sulla digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali, redatta dalla dalla Commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe Tributaria.

Nello specifico, si propone una graduale trasformazione delle detrazioni IRPEF al 19% individuate all’articolo 15 del TUIR in relazione ad acquisti di beni e servizi agevolati (tra cui le spese mediche e sanitarie), che diventerebbero pertanto rimborsi diretti accreditati tramite piattaforme telematiche.

Il Cashback fiscale si applicherebbe a quelle spese effettuate con strumenti digitali (ad esempio le prestazioni sanitarie o le spese sportive per i figli a carico saldate con pagamenti elettronici), che pertanto potrebbero ottenere il rimborso immediato già attraverso la piattaforma di pagamento.

Ipotesi di rimborso fiscale

L’aspetto da sottolineare è che si dovrebbe trattare di una opzione facoltativa, da comunicare al momento del pagamento, così da ottenere il rimborso sotto forma di cashback senza dover aspettare quelli da Modello 730 secondo le scadenze della dichiarazione dei redditi. Sarebbe dunque il venditore/prestatore, in fase di invio dei dati per la precompilata, a segnalare quali spese sono da rimborsare via cashback. Insomma, un onere in più per questi soggetti.

Dal momento che la proposta prevede che sia “a costi invariati” per lo Stato, si profilano casistiche a rischio di applicazione dell’opzione, ad esempio per gli incapienti. Addirittura, potrebbe essere una opzione percorribile ma con credito maturato inferiore ma qui stiamo entrando nel campo delle speculazioni: al momento si tratta soltanto di una proposta priva di dettagli tecnici e ricadute fiscali).

Dal punto di vista dell’infrastruttura, inoltre, non è detto che si potrà ricorrere al sistema di cashback già utilizzato (tramite App IO) in passato per l’operazione Italia Cashless interrottasi bruscamente prima del tempo. Troppo complesse le casistiche delle spese agevolazioni oggi per trovarvi spazio, se non forse per la parte relativa alla comunicazione delle coordinate IBAN. Da qui la necessità di capire se davvero questa opzione potrà trovare spazio in tempi brevi ed a costi contenuti.

Per i dettagli sarà necessario attendere che la legge delega fiscale proceda lungo il suo iter, così da dettagliare meglio l’applicazione della misura, nonché stabilirne tempistiche, opzioni e modalità di applicazione.