Approvato Decreto Sviluppo: agenda digitale al via

di Teresa Barone

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Tutte le novità contenute nel Decreto Crescita varato dal CdM: digital divide, banda larga, scuola digitale, anagrafe unica, sanità e pagamenti elettronici.

Il Consiglio dei Ministri dice si al Decreto Sviluppo, o Secondo Decreto Crescita, un pacchetto di misure che segnano il definitivo passaggio dell?Italia verso la completa digitalizzazione della Pubblica Amministrazione: con il varo dell?agenda digitale si parte con un insieme di nuove normative volte a recuperare il gap tecnologico che divide il Paese dal resto dell?Europa, provvedimenti che toccano le principali sfere della vita dei cittadini.

Dalla PA innovativa e digitalizzata alle nuove regole in materia di scuola, sanità, imprese, gestione dei pagamenti: il Decreto Sviluppo rappresenta un notevole passo in avanti verso la semplificazione della burocrazia e la piena innovazione in tutti gli ambiti della Pubblica Amministrazione, non a caso uno dei provvedimenti riguarda l?azzeramento del digital divide con il varo di un piano finanziario volto a potenziare la diffusione della banda larga (750 milioni di euro complessivi).

«Viene confermato l?obbiettivo di azzerare il divario digitale, portando la connessione a almeno 2 mbps nelle zone non ancora coperte e nelle aree a fallimento d?impresa. Alle risorse rese già disponibili per il Mezzogiorno (circa 600 milioni) si aggiungono ora ulteriori 150 milioni di euro per finanziare gli interventi nelle aree del centro-nord».

Qui di seguito un sunto delle principali novità contenute nel Decreto Crescita:

PA 2.0: la Pubblica Amministrazione ha l?obbligo di pubblicare in formato open source tutti i dati e le informazioni utili ai cittadini. Sono i cosiddetti Open Data già introdotti in alcuni Comuni italiani, come Milano. Per garantire la massima trasparenza, inoltre, tutte le procedure per l?acquisto di beni e servizi da parte delle PA si svolgeranno in modalità telematica, e a partire dal 1 gennaio 2013 i cittadini potranno comunicare con la pubblica amministrazione esclusivamente tramite un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), eletto “domicilio digitale? e inserito nell?anagrafe unica.

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