Pa, la tecnologia può far risparmiare 43 mld

di Barbara Weisz

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Innovazione dei processi, sburocratizzazione, produttività: la tecnologia può portare alla pubblica amministrazione risparmi per 43 mld l'anno e alimentare la crescita. Lo studio del Politecnico di Milano.

Puntare sulla tecnologia, con innovazioni digitali che permettono di sburocratizzare le pratiche o di aumentare la produttività dei dipendenti è economicamente  vantaggioso. Quanto? La pubblica amministrazione italiana potrebbe risparmiare fino a 43 miliardi di euro all’anno. Per non parlare dei benefici sulla crescita: si stima un incremento del pil fra lo 0,4 e lo 0,9%, che certo sarebbe prezioso in un momento di crisi economica. A fornire i dati è il Politecnico d Milano,  che li ha presentati nel corso del convegno “Crisi finanziaria e rilancio dell’economia: quello che l’Ict può fare” della Management Academy for Ict Executives, progetto culturale promosso dalla School of Management dell’ateneo in collaborazione con Cefriel e con il patrocinio di Assinform, Aused e ClubTI.

Lo studio è particolarmente rivolto alle aziende e ai responsabili Ict o ai Cio (chief information officer), ma c’è anche una larga parte dedicata alla pubblica amministrazione.

«In questo periodo di crisi, l’ICT può fare molto per contribuire alla riduzione del deficit pubblico e al rilancio dell’economia» spiega Andrea Rangone, responsabile degli Osservatori ICT del Politecnico di Milano, per poi fonire alcune cifre: l’Ict può «garantire un risparmio alla Pubblica Amministrazione fino a 43 miliardi di euro l’anno, un valore pari circa al 80% del deficit dello Stato, e produrre un incremento del Pil italiano tra lo 0,4% e lo 0,9%». Risultati che «avrebbero un grande impatto in un’economia caratterizzata dai livelli record del debito pubblico e da previsioni di crescita prossime allo zero».

Il risparmio di 43 miliardi potrebbe avvenire attraverso tre importanti, e relativamente semplici, azioni:

  • Una riduzione della spesa per gli acquisti della Pubblica Amministrazione attraverso l’eProcurement: il risparmio sarebbe intorno ai quattro miliardi di euro l’anno.
  • L’aumento della produttività del personale della PA, grazie ad un miglioramento dell’efficienza: risparmio intorno ai 15 miliardi di euro l’anno.
  • Riduzione dei “costi di relazione” tra la PA e le imprese attraverso la digitalizzazione di alcuni processi burocratici (risparmio intorno ai 23 miliardi di euro l’anno) e una più snella gestione dei pagamenti (risparmio di 1 miliardo di euro l’anno).

L’incremento del pil sarebbe invece immediatamente realizzabile attraverso i seguenti interventi:

  • Aumento del peso degli investimenti in innovazione ICT nella pubblica amministrazione pari a 150 milioni di euro.
  • Stimolo agli investimenti ICT delle imprese per 150 milioni di euro in più rispetto al valore attuale, attraverso defiscalizzazione e co-finanziamenti pubblici.
  • Investimenti nella banda larga mobile (oggi finalmente sbloccati dopo l’asta LTE) pari a circa 1,5 miliardi di euro l’anno e sblocco degli investimenti per la ultra broad band fissa, ipotizzati in circa 1 miliardo di euro l’anno.
  • Aumento degli investimenti in start-up hi-tech per 150 milioni di euro in più rispetto a quelli attuali.