E-gov europeo, Italia in prima fila

di Lorenzo Gennari

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Bene l'Italia nella comparazione tra quali Stati dell?UE sono più efficaci nell?ambito dell?e-Gov. Presi in esame due servizi pubblici essenziali: ricerca di un lavoro e avvio di un'impresa.

La relazione “e-Government Benchmark Report” dell’Unione europea indica inequivocabilmente che, rispetto al 2009, un maggior numero di persone nell’UE può ora accedere a servizi pubblici online. Dal 2009 al 2010 la disponibilità media di detti servizi nell’UE è passata dal 69 all’82 per cento.

Si tratta di pratiche elettroniche sia consultative, sia dispositive come, ad esempio il registro automobilistico, la dichiarazione dei redditi o la registrazione di una nuova impresa. Nella speciale classifica delle “best-practices”, l’Italia figura tra quei Paesi che hanno conseguito i migliori risultati, insieme ad Austria, Irlanda, Malta, Portogallo e Svezia. Da noi come in questi altri cinque stati, il campione dei cosidetti “servizi fondamentali” sono integralmente disponibili online.

L’e-Gov italiano ha raggiunto questo livello di eccellenza solo nellultimo anno, così come Bulgaria e Lettonia, che però sono rimaste, rispettivamente, poco al di sotto e poco al di sopra della media degli altri 27 paesi. Dalla relazione risulta inoltre che, mediamente, i servizi a disposizione delle imprese sono più avanzati di quelli forniti ai cittadini.

L’obiettivo, nell’ambito dell’Agenda digitale europea, è quello di fare in modo che il 50 per cento dei cittadini e l’80 delle imprese delle imprese fruiscano dei servizi di eGovernment entro il 2015 (cfr. IP/10/581, MEMO/10/199 e MEMO/10/200). Tra i servizi della PA digitale, invece, il comparto che ha più margini di miglioramento è quello relativo agli appalti elettronici (eProcurement).

Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea e responsabile dell’Agenda digitale, ha dichiarato«: Sono lieta che un numero sempre maggiore di cittadini europei possa ora utilizzare servizi pubblici online per questioni importanti come la ricerca di un lavoro, la dichiarazione dei redditi o la registrazione di nuove imprese. Gli Stati membri che rendono integralmente disponibili in linea i servizi pubblici fondamentali non soltanto semplificano l’esistenza dei cittadini e delle imprese ma riducono anche i propri costi».

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