Rom, diplomazia francese in ostaggio su twitter

di Lorenzo Gennari

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L'account twitter @francediplo che corrisponde allo staff del ministero degli Esteri francese è stato usato per circa un ora e mezza, da alcuni pirati informatici, per inviare insulti contro i rom

La diplomazia francese è stata ieri bersaglio di un atto di pirateria informatica: per un’ora e mezza circa, alcuni pirati informatici hanno potuto utilizzare l’account che il ministero ha su twitter lanciando insulti, in inglese, contro i rom e minacciando azioni di distruzione nei confronti dell’Unione Europea.

L’account twitter dello staff degli esteri, accessibile anche dalla home page del ministero, si chiama “@francediplo” e oggi riporta, come principale aggiornamento di stato, la frase: «Le compte @francediplo a été piraté. Nous avons effacé le message. Nous prendrons les mesures nécessaires pour que ceci ne se reproduise plus».

Il ministero ha cioè aperto un’inchiesta e passato al setaccio tutte le proprie identità su Internet per evitare che in futuro si possa ripresentare un caso simile. Eppure non è la prima volta che ignoti s’introducono nei meandri delle reti informatiche francesi. Lo scorso 14 luglio, ad esempio, un gruppo di pirati informatici aveva contraffatto il sito del ministero (www.diplomatie.gouv.fr), annunciando che la Francia avrebbe rimborsato ad Haiti la somma versata nell’Ottocento dallo stato dei Caraibi per la sua indipendenza.

La violazione di ieri, di fatto, ha avuto una grande risonanza per chi segue gli aggiornamenti del Quai d’Orsay tramite la piattaforma di microblogging, poiché i cosiddetti “followers” della diplomazia francese sono più di 46 mila. Per fare un paragone, il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini ne ha poco più di 800.

In passato, vittima del furto del proprio account twitter erano state le star della musica Britney Spears e Lily Allen che si erano viste sottratte le identità virtuali proprio da un francese, 24enne che si faceva chiamare “Hacker-croll” e che meditava da tempo di rubare anche l’account del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il giovane era stato arrestato dall?FBI e processato a giugno (l’accusa chiedeva due anni di reclusione e 35.000 dollari di multa), ma il ragazzo aveva dichiarato candidamente: «Qualsiasi sistema è vulnerabile. Non sono un hacker. Casomai sono un pirata gentile. Non ho agito per fini distruttivi, ho solo voluto mostrare le falle del sistema».