G8 di Trieste, Frattini ci aggiorna con Twitter

di Lorenzo Gennari

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Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha scelto anche Twitter come mezzo di comunicazione ufficiale per la trasmissione degli aggiornamenti sui lavori del G8 di Trieste

Twitter, la piattaforma di microblogging che sta avendo un importante ruolo per la libertà di informazione in tutto il mondo, soprattutto alla luce delle recenti contestazioni successive alle elezioni presidenziali in Iran, è diventata un organo di stampa ufficiale.

Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini, già molto attivo su Facebook riguardo alla pubblicazione di note sulle attività del ministero, si è fatto conquistare dal sistema di condivisione di brevi messaggi tanto da sceglierlo come mezzo di comunicazione ufficiale per le notizie sui lavori del G8 in corso a Trieste.

Alcuni accorgimenti, utilizzati nei messaggi inviati da Frattini, sono in puro stile geek, come ad esempio l’avvalersi di un sistema per “accorciare” i link. L’escamotage per risparmiare caratteri è molto in voga tra i blogger e in altri meandri della rete, ma non è così diffuso e conosciuto nella “Internet ufficiale”, pertanto sorprende che venga adottato anche da un ministro.

Osservando il profilo di Franco Frattini su Twitter, si scopre che il ministro al momento segue gli aggiornamenti del Segretario di Stato americano Hilary Clinton, quelli del ministro degli Esteri britannico David Miliband e quelli di quattro giornalisti. A seguire Frattini invece ci sono 24 utenti, la maggior parte italiani.

Lo sfondo della pagina degli aggiornamenti ufficiali è la classica foto che ritrae l’opera di Arnaldo Pomodoro, la famosa “sfera d’oro” che identifica inequivocabilmente la Farnesina. Gli aggiornamenti procedono alla media di uno ogni ora. L’ultima notizia avverte che sarà possibile seguire in diretta streaming le conferenze stampa del 26 (h.11.30 – 12) e del 27 giugno (h.13.00 – 13.30), che si terranno presso il Palazzo della Regione a Trieste.

Chissà se, dopo questo buon esempio, ci saranno altri politici italiani che seguiranno la via “due punto zero” della comunicazione.

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