Ora su Facebook si discute anche il Ccnl

di Lorenzo Gennari

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A pochi giorni dalla nascita della UILwebTV, l'Unione italiana dei lavoratori del settore agroalimentare ha fondato un gruppo su Facebook per parlare della piattaforma unitaria di rinnovo del Ccnl industria alimentare

La presenza dei sindacati su Facebook è sempre più rilevante, ma la Uila (Unione italiana lavoratori agroalimentari) oggi stupisce per i temi trattati proprio attraverso il social network più popolare della rete.

Il gruppo si chiama “Ccnl industria alimentare, SI alla piattaforma” ed è liberamente accessibile anche da chi sia solo interessato alle trattative pur non essendo del settore. Il tema centrale della discussione è la bozza di piattaforma per il rinnovo del Ccnl industria e cooperazione alimentare, approvata dai direttivi nazionali di Uila-Uil, Flai-Cgil e Fai-Cisl lo scorso 25 febbraio.

A sorprendere, oltre all’inconsueta proposta unitaria in un momento di divaricazione tra le organizzazioni sindacali, è proprio il mezzo utilizzato per far conoscere la piattaforma di rinnovo e il metodo di ricerca di sostenitori.

Il tavolo delle trattative insomma si sposta sempre più su Internet: non è infatti solo il social network a fare da mezzo di comunicazione, piuttosto l’insieme dei vari strumenti di condivisione della rete che, messi insieme, realizzano quello che in passato poteva essere un comizio o una riunione sindacale.

La Uil non si fa mancare nemmeno la pagina di MySpace e su YouTube esiste un canale che riporta i video salienti della WebTV della UIL raggiungibile all’indirizzo www.uilweb.tv. Il contributo più recente riguarda proprio una breve intervista al segretario generale della Uila Stefano Mantegazza, trasmessa il 12 marzo dal notiziario.

«La piattaforma varata da Fai, Flai e Uila, oltre ad essere innovativa e ambiziosa nei contenuti ha il grande valore aggiunto di essere unitaria. E forse proprio per questo sta subendo molti attacchi», ha spiegato Mantegazza. «Abbiamo pensato a una consultazione anche via Internet per consentire al più alto numero di lavoratori possibile di conoscere la piattaforma e poter esprimere la propria opinione su di essa», ha concluso.

Certo, non mancheranno le classiche consultazioni tra lavoratori, attraverso le assemblee nei vari luoghi d’Italia; ma è lecito pensare che l’interesse verso i social network ormai venga alimentato anche dalla necessità di trovare strumenti di comunicazione per migliorare la propria situazione lavorativa.

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