Reti interconnesse, Bologna dà l’esempio nella sanità

di Lorenzo Gennari

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Il Ministro per le Riforme e l'Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais sprona gli enti pubblici all'informatizzazione e loda il caso dell'Emilia-Romagna

Ieri il Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais ha visitato la sede di Cup 2000, società pubblica nata nel ’96 per iniziativa delle Aziende sanitarie e degli enti locali bolognesi.

Lo scopo della visita era quello di valutare il lavoro svolto nella realizzazione della rete sanitaria regionale. Più che positive le impressioni, tanto che il Ministro ha sottolineato la necessità di prendere ad esempio il sistema dell’Emilia-Romagna per estenderlo a tutta la penisola.

L’obiettivo è quello di velocizzare i tempi della sanità rendendo ogni sua pratica più trasparente e meno costosa oltre che la migrazione in rete della maggior parte dei servizi.

«È necessario che tutte le reti sanitarie nazionali siano collegate tra loro – ha sostenuto Nicolais – un progetto per cui – ha aggiunto il ministro – esistono anche dei fondi di circa 500 milioni di euro».

La cifra, se confrontata con i costi sostenuti dalla società Cup 2000 per la realizzazione della rete nella sola Emilia-Romagna (30 milioni di euro), risulta di non poco rilievo e Nicolais, infine, ha tenuto a dire che «in Italia non c’è solo un problema di fondi, molto di più è la mancanza di un progetto che consenta di spendere bene questi soldi oltre che la capacità di riuscire a lavorare insieme evitando individualismi».

Con queste parole, il Ministro non ha voluto frenare le iniziative, ma constatare come queste ultime vengano condivise a fatica, nonostante le linee guida siano quelle della collaborazione. Infatti, dopo la partenza del Sistema Pubblico di Connettività e la successiva istituzione del team di esperti per garantirne la sicurezza contro gli attacchi informatici, il segnale dato da quest’ennesimo caso di successo è proprio quello che vede le migliori iniziative arrivare non dai grandi enti centrali, bensì da quelli più piccoli distribuiti sul territorio.