Tratto dallo speciale:

Pubblica Amministrazione e trasformazione digitale

di Redazione PMI.it

scritto il

Filippo Ligresti (Dell EMC Italia) fa il punto sullo stato dell'arte della PA digitale: riflessione in esclusiva per PMI.it.

La trasformazione digitale è ormai un fenomeno in corsa e inarrestabile. Rappresenta un’enorme opportunità di sviluppo per le aziende e per le Pubbliche Amministrazioni. Il ripensamento dei processi industriali e amministrativi in ottica digitale è oggi considerato all’unanimità come l’elemento chiave per la competitività futura dei sistemi economici moderni.

Un paese come l’Italia – da sempre a forte vocazione creativa, industriale ed esportatrice – non può permettersi di perdere questa occasione, anche per colmare il gap di competitività che in questi decenni ha colpito l’economia nostrana. Produrre e servire in modo “intelligente” vuol dire connettere efficientemente i processi dell’intera filiera, ma anche agire con maggiore reattività e flessibilità in un mercato sempre più mutevole, veloce, esigente e imprevedibile.

I settori più rilevanti del nostro Paese stanno già facendo leva sulla digitalizzazione per recuperare competitività e sviluppare una maggiore internazionalizzazione: ma il ruolo di volano per l’accelerazione nel processo di trasformazione deve essere garantito dalla Pubblica Amministrazione, unico settore in grado di assicurare piattaforme e infrastrutture di servizio più semplici ed efficaci, nonché fondi per incrementare le competenze digitali della popolazione.

In questo senso, il programma “impresa 4.0” ha portato una serie di impatti positivi sul tessuto imprenditoriale italiano, riuscendo a spingere in maniera significativa gli investimenti in Ricerca & Sviluppo verso le infrastrutture digitali. L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati e PA ha prodotto effetti importanti sulla puntualità dei pagamenti e sulla trasparenza. È ovvio che per vedere risultati ancora più concreti ci voglia ulteriore tempo, in quanto il digitale è un investimento che va valutato nel medio periodo.

Una strategia di crescita digitale del Paese – governata da un piano che parte dalla Pubblica Amministrazione – è un percorso virtuoso iniziato ormai da qualche anno e che, per fortuna, ogni Governo sta dimostrando di voler proseguire. È necessario continuare a lavorare per potenziare e innovare le infrastrutture digitali, semplificare l’accesso e l’utilizzo dei servizi pubblici, ridisegnare i modelli organizzativi della sanità e dell’Istruzione, aumentare l’inclusione e la cultura della popolazione sul digitale e sviluppare una politica di investimenti sostenibili per migliorare la qualità della vita e del lavoro dei cittadini.

Proseguendo con convinzione su questa strada potremmo rilanciare la nostra economia, facendole recuperare produttività e valore distintivo e riusciremmo a ricostruire un’immagine di bellezza e qualità della vita che la storia ed il patrimonio italiano meritano.

In questo senso, ho molta fiducia nel lavoro e nelle competenze di Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

Infine, il Governo sembra non aver dimenticato un tema chiave della digitalizzazione: la formazione, con la proroga al credito d’imposta per attività di training sul tema “impresa 4.0”, per portare sul campo competenze in linea con il nuovo scenario di riferimento. Investire sui nostri giovani, nella creazione delle competenze che già sono necessarie oggi e che lo saranno ancora di più domani, è improrogabile. Serve, in questa direzione, un grande investimento economico ed organizzativo per supportare l’adeguamento “accelerato”, un piano di re-skilling delle competenze tradizionali accompagnato da un’offerta di istruzione più moderna, che indirizzi il significativo gap di competenze tecnologiche che abbiamo oggi nella nostra forza lavoro.

____

di Filippo Ligresti, VP & General Manager Commercial Business di Dell EMC Italia.