Giornata mondiale dell’acqua, il costo in Italia

di Barbara Weisz

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Nella Giornata mondiale dell'acqua l'osservatorio Prezzi e Tariffe rivela che è la Toscana la regione con il servizio idrico più caro: 369 euro al mese a famiglia e ci sono otto delle dieci città italiane più care. Milano la più economica.

Oggi è la Giornata mondiale dell’acqua. In Italia, in un anno una famiglia spende mediamente 270 euro per il servizio idrico integrato. Il costo dell’acqua dal 2008 al 2009 è aumentato in Italia del +6,7%, con differenze fra le varie regioni e con scarti a volte importati anche fra città di una stessa regione. La più cara è la Toscana, con ben 8 città fra le dieci più care e una tariffa media di 369 euro a famiglia. La città in cui il servizio costa meno è Milano, con un costo di 106 euro all’anno.

Lo rileva il dossier annuale dell‘Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che ha svolto un’indagine in tutti i capoluoghi di provincia della Penisola e ha analizzato anche il livello di soddisfazione del servizio, in occasione della giornata mondiale dell’acqua (ricorrenza decisa dall’Onu nel ’92).

Più della metà degli italiani, il 54%, dichiara di non bere abitualmente l’acqua del rubinetto, preferendo la minerale, che mediamente costa 40 euro al mese a famiglia (prezzo che al Sud sale a 48 euro). Qui c’è da registrare una differenza rispetto a un’indagine della Coldiretti, secondo cui invece la spesa media a famiglia è pari a 19,71 euro.

Tornando al report di Cittadinanzattiva, i due motivi principali per cui non si beve l’acqua del rubinetto sono il cattivo sapore, 42%, e la scarsa fiducia nei controlli, che nel Meridione è doppia, 52%, rispetto al Nord, 23%, e al Centro, 15%. Le critiche riguardano soprattutto la qualità dell’acqua, mentre il 60% degli intervistati è soddisfatto della quantità di acqua disponibile e il 48% della regolarità della pressione.

Quanto ai prezzi, gli aumenti maggiori si sono verificati a Viterbo, +53,4%, seguita da Treviso, +44,7%, e Palermo, +34%. Ci sono altre sette città dove gli aumenti hanno superato il 20%: Venezia, Udine, Asti, Ragusa, Carrara, Massa e Parma. Ce ne sono poi altre dieci con incrementi superiori al 10%, mentre in generale i prezzi sono saliti in 80 capoluoghi di provincia. 

Come detto, la Toscana ha otto città nella top ten delle più care: Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo, Livorno, Grosseto, Siena e Pisa. Costi elevati anche in Umbria (media 339 euro), Emilia Romagna, 319 euro, Marche e Puglia, 312 euro, Sicilia, 279 euro.

Ci sono marcate differenze anche fra città della stessa regione: sempre in Toscana fra Firenze, Pistoia e Prato (le più care d’Italia con 421 euro) e Lucca c’è una differenza di 185 euro.In Sicilia, fra Agrigento e Catania c’è uno scarto di 232 euro, in Piemonte a Vercelli l’acqua costa 164 euro più che a Cuneo.  Le dieci città in cui il servizio idrico è più economico, oltre a Milano, sono Isernia, Pordenone, Aosta, Lecco, Lodi, Varese, Benevento, Cuneo e Udine.

A livello regionale, il servizio più economico è in Molise, con 141 euro annui a famgilia, dove fra l’altro non si è registrato alcun aumento fra il 2008 e il 2009, come in Val d’Aosta, seconda più economica a 147 euro. Sotto i 200 euro anche Lombardia, Friuli e Calabria.

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