DDL Merito nella PA: riforma valutazione performance e carriera dirigenziale

di Anna Fabi

29 Gennaio 2026 12:22

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DDL Merito approvato alla Camera: si avvicina la riforma della valutazione delle performance e quella per l'accesso alla dirigenza nelle pubbliche amministrazioni.

La Camera ha approvato il disegno di legge per la riforma del sistema di valutazione della performance nelle amministrazioni pubbliche e della carriera dirigenziale. Il Ddl Merito si propone di aumentare l’efficienza nella PA e di responsabilizzare i dirigenti. In particolare, la legge mira a risolvere le criticità emerse in relazione alle osservazioni della Corte dei Conti.

Pubblico impiego: valutazione performance più trasparente

Il disegno di legge introduce misure volte a rafforzare la valutazione della performance dei dirigenti e dei non dirigenti. Tra le principali novità, si prevede che i dirigenti debbano differenziare le valutazioni del personale per identificare le capacità individuali e valorizzare i più meritevoli. L’introduzione di un sistema di valutazione trasparente permetterà di responsabilizzare maggiormente le figure dirigenziali, puntando su una valutazione obiettiva e multidimensionale, inclusa la leadership come fattore abilitante.

Formazione e leadership: elementi chiave

Un altro aspetto fondamentale della riforma riguarda il ruolo della formazione nella valutazione delle performance. La legge prevede che la formazione del personale, sia dirigenziale che non, diventi un elemento centrale per il miglioramento delle competenze e per il buon funzionamento delle amministrazioni. Inoltre, si propone di superare la valutazione gerarchica e unidirezionale, introducendo sistemi che coinvolgano una pluralità di soggetti interni ed esterni.

Per garantire l’oggettività del processo di valutazione, il disegno di legge prevede l’adozione di un decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione che stabilisca le modalità per il bilanciamento della valutazione, tra gli obiettivi e le caratteristiche trasversali, assicurando criteri di valutazione chiari e imparziali.

Nuove opportunità di carriera nella dirigenza pubblica

Il disegno di legge introduce anche un’importante novità riguardo l’accesso alla dirigenza pubblica. Le amministrazioni avranno la possibilità di sviluppare la carriera dirigenziale tramite un processo di selezione basato sulla valutazione delle performance. Sarà possibile accedere alla qualifica dirigenziale attraverso un incarico temporaneo, con un limite massimo del 30% dei posti disponibili, garantendo la trasparenza e il rispetto dei principi di imparzialità e pubblicità.

Le fasi della selezione per la carriera dirigenziale

Le procedure di selezione per il passaggio alla dirigenza si articolano in più fasi.

  • Prima fase: selezione e comparazione tra i candidati, con una prova scritta e orale, seguita dal conferimento dell’incarico dirigenziale temporaneo. La valutazione si basa sulle performance individuali e sui comportamenti organizzativi dei candidati negli ultimi cinque anni.
  • Seconda fase: osservazione e valutazione durante il periodo dell’incarico temporaneo (almeno quattro anni), con un’analisi dei risultati ottenuti e delle capacità manageriali.
  • Terza fase: valutazione finale al termine del periodo temporaneo, che determinerà il passaggio definitivo nell’area dirigenziale.

Le valutazioni, per garantire la massima imparzialità, saranno affidate a commissioni nominate secondo modalità trasparenti e oggettive, simili a quelle della fase iniziale della selezione.