Carta del Docente al via: sbloccati i fondi residui, nuovo bonus da gennaio 2026

di Anna Fabi

20 Novembre 2025 10:29

logo PMI+ logo PMI+
Dal 19 novembre la piattaforma della Carta del Docente permette di consumare i residui 2024/25: modalità di accesso, novità e scadenze.

La piattaforma Carta del Docente è tornata operativa per consentire l’accesso ai fondi residui dell’anno scolastico 2024/2025, generando gli ultimi voucher destinati all’acquisto di prodotti e beni per la formazione e l’aggiornamento professionale. L’importo standard resta pari a 500 euro annui ma le risorse effettivamente accreditate dipenderanno dal numero degli aventi diritto.

L’accredito per l’annualità 2025/2026 sarà poi disponibile da gennaio, come previsto dalla pianificazione tecnica del Ministero dell’Istruzione.

Chi ha diritto alla Carta del Docente nel 2025

Possono accedere alla Carta del Docente gli insegnanti di ruolo delle scuole statali, sia full-time che part-time, i docenti in periodo di formazione e prova, quelli in comando o distacco ed infine gli insegnanti italiani all’estero impiegati presso nelle scuole italiane. Ammessi anche i docenti con sentenze favorevoli che riconoscono il diritto al bonus nelle annualità precedenti.

Con le novità del Decreto Scuola (D.L. 127/2025) sono stati ammessi tra i beneficiari anche i docenti precari con contratto a termine fino al 30 giugno (termine delle attività didattiche) ed il personale educativo, rendendo la platea più ampia di circa 190.000 unità.

Accesso, utilizzo e importo dei voucher

Per accedere alla piattaforma (www.cartadeldocente.istruzione.it) è necessario utilizzare credenziali SPID o CIE. Una volta autenticati, è possibile visualizzare l’importo disponibile nel “borsellino digitale”, generare voucher per l’importo desiderato e consegnarli agli enti o esercenti aderenti. La piattaforma genera automaticamente un codice univoco che deve essere presentato al momento dell’acquisto. Una volta utilizzato, l’importo viene scalato dal “borsellino elettronico” del docente. I voucher non utilizzati possono essere annullati e rigenerati, purché non siano stati già convalidati dall’esercente.

Casi particolari

Il bonus è stato esteso ai docenti con contratto fino al 30 giugno, una platea che storicamente era rimasta esclusa. Per loro l’accesso avviene con la stessa modalità dei docenti di ruolo, purché risultino in servizio nell’anno scolastico di riferimento. Chi rientra tra i beneficiari grazie a sentenza, invece, deve seguire la procedura dedicata: l’USR carica l’importo all’interno della piattaforma e il docente potrà utilizzarlo con le stesse regole degli altri.

Nell specifico:

  • i docenti con contratto a termine che hanno ottenuto sentenza favorevole possono accedere all’accredito tramite specifica procedura avviata tramite PEC all’Ufficio Scolastico Regionale competente, con l’importo che viene poi accreditato nel portale della Carta del Docente per essere utilizzato nei termini ordinari;
  • chi ha ottenuto sentenze di riconoscimento deve invece seguire le istruzioni inviate dagli Uffici scolastici regionali, che provvederanno all’accredito diretto nel borsellino digitale.

Il bonus resta fissato a 500 euro annui ma il Decreto 9 settembre 2025 prevede che l’importo sia determinato “sulla base delle risorse disponibili a legislazione vigente, in relazione al numero effettivo degli aventi diritto”.

Le spese ammissibili riguardano esclusivamente l’aggiornamento e la formazione professionale. Tra le categorie più diffuse rientrano: corsi di formazione e master accreditati, libri e testi (anche digitali), software e hardware utili alla didattica. Dal 2025/26 sarà possibile acquistare hardware e software solo ogni quattro anni, ad eccezione della prima erogazione; inoltre, potranno essere ammessi anche servizi di trasporto.

Nuove regole 2026 sugli acquisti

Dal 2025/2026 entreranno in vigore nuove limitazioni sull’acquisto di hardware e software, consentito solo ogni quattro anni (con eccezione della prima erogazione). Tra le novità attese rientra anche l’ampliamento delle spese ammissibili ai servizi di trasporto, utile in particolare per la partecipazione a percorsi formativi in presenza.