Statali: meno assenze, più licenziamenti

di Teresa Barone

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Calano le assenze per malattia nel pubblico impiego e sono 40 i licenziamenti disciplinari avviati secondo quanto previsto dalla Riforma Madia.

Sebbene si ancora troppo presto per avvertire in pieno gli effetti della Riforma della PA voluta dalla Ministra Marianna Madia, alcuni cambiamenti relativi al pubblico impiego balzano già agli occhi e riguardano sostanzialmente il calo delle assenze per malattia e l’aumento dei provvedimenti disciplinari.

Secondo l’indagine sul lavoro pubblico presentata durante il Forum PA 2018, condotta da FPA, società del gruppo Digital360, i giorni di malattia hanno subito un calo del 10.6% in un anno e con essi è diminuito anche il numero dei certificati medici.

Sono già 40, invece, i licenziamenti disciplinari avviati in seguito al varo della nuova normativa, mentre nel corso del 2017 le risorse licenziate sono state il 62,8% in più rispetto 5 anni prima.

Lo stesso report fornisce informazioni precise riguardo l’avvio di iniziative in ottica Smart Working, che coinvolge 4210 dipendenti pubblici che operano in remoto (800 in più in un anno), ma ad aumentare sono anche i dipendenti precari attivi nella PA (314mila, 25.000 in più rispetto al 2015).

Per quanto riguarda la retribuzione media, il documento segnala 34.500 euro di RAL annua e non evidenzia variazioni rispetto al 2009 sebbene ci siano molte differenze tra i comparti.

Per quanto riguarda il personale dirigente, invece, il guadagno medio è pari a 103.000 euro ma tra le figure pagate di più compaiono i dirigenti delle Autorità indipendenti, come ANAC, AGCOM o CONSOB, con 158 mila euro medi, seguiti dai dirigenti della Presidenza del Consiglio e degli enti pubblici non economici, come l’INPS o l’INAIL, con 129 mila euro.