Competenze: valorizzarle in 10 passi

di Redazione PMI.it

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Quali sono i dieci peggiori nemici delle competenze e quali strategie si rivelano efficaci per motivare e valorizzare le risorse umane.

Cosa blocca i processi di apprendimento ed evoluzione delle persone? Quali fattori incidono negativamente sulla motivazione delle risorse umane? A queste e altre domande risponde l’analisi di Daniele Cerra, Digital Innovation Officer in Logotel, pubblicata su Kill Skill, tredicesimo numero di Weconomy (piattaforma Logotel dedicata all’economia collaborativa).

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Sono dieci, secondo Cerra, i principali nemici delle competenze che è necessario affrontare e sconfiggere, identificati come altrettanti “ninja” che ostacolano l’iniziativa degli individui.

Sulla base dei principali ostacoli, è sempre l’autore a proporre altrettante strategie per aiutare, manager e imprenditori ad attivare percorsi motivanti in linea con le esigenze di change management e digital transformation che le aziende sono chiamate ad affrontare:

  1. la motivazione non è una competenza che si può installare meccanicamente nella teste delle persone, una skill da acquisire o imparare a padroneggiare attraverso corsi e verifiche;
  2. il secondo nemico si concretizza attraverso slogan, visioni, valori e sfide che rischiano di non far emergere il talento e di creare un contesto non favorevole per la crescita di chi ci lavora;
  3. non esiste una motivazione uguale per tutti e, per stimolare ciascuna risorsa, è necessario adottare un altro punto di vista;
  4. la motivazione intrinseca è legata al piacere e alla soddisfazione che si prova nello svolgere il proprio lavoro, un valore che deve essere alimentato costantemente mettendo le persone al centro;
  5. il quinto nemico è la tendenza a bloccare le iniziative autonome e all’iper-controllo, comportamenti che rischiano di fomentare la paura di sbagliare e limitare il desiderio di prendersi delle responsabilità;
  6. puntare solo sull’incentivazione economica e sulle promesse di reward non alimenta una motivazione duratura ed efficace;
  7. il feedback non deve essere invisibile ma costruttivo, anche se non positivo: questo deve essere visto come un potente riconoscimento al percorso di sviluppo delle capacità individuali;
  8. per evitare di bloccare il nascere o il proliferare di team affiatati anche ostacolando le relazioni interpersonali non strettamente legate a specifiche attività professionali, è importante creare occasioni di ascolto attivo e investire nella relazionalità come fattore chiave della motivazione intrinseca;
  9. spesso si pensa che le App di gamificazione rappresentino una strategia vincente per motivare, tuttavia è sempre fondamentale investire su più fronti per mantenere alto il livello di motivazione individuale;
  10. l’ultimo ostacolo è rappresentato dalla tendenza a non credere in sé stessi e nelle persone che lavorano al proprio fianco: è invece determinante alimentare la consapevolezza di poter dare un contributo unico e personale all’organizzazione.