Red Hat e il futuro dello storage hybrid cloud

di Redazione PMI.it

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Le 5 previsioni legate allo storage hybrid cloud che i manager di successo non dovrebbero ignorare.

Il settore dello storage ha visto significativi cambiamenti negli ultimi anni generati dall’esplosione dei dati non strutturati e dall’emergere di implementazioni cloud ibride aperte. Questo trend continuerà per svariati anni.

Qui di seguito 5 previsioni legate al mercato storage. Se dovessero avverarsi, non solo significherà che lo scenario IT sarà radicalmente diverso da quello odierno, ma che l’innovazione sarà guidata dalle esigenze dei clienti e non dai vendor.

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1. I silos storage saranno abbattuti

Oggi l’IT è costretto a reagire all’esplosione dei dati creando silos storage, ognuno dei quali caratterizzato da un suo modello operativo. Tradizionalmente esiste un silos per i dati a blocchi, uno per quelli file, un altro per i dati a oggetti e via dicendo. Questo approccio reattivo non solo fa crescere i costi dello storage, ma genera un impatto significativo sulle spese operative, imponendo strumenti di gestione, tool di provisioning e competenze diversi. Prevediamo che questo trend inizierà a cambiare nel 2013 con la nascita di soluzioni storage che offrono un approccio unificato alla fornitura, provisioning e gestione dei dati aziendali. Soluzioni indipendenti dalla tipologia di dati, siano essi file, oggetti, blocchi, strutturati o non. Adottando queste soluzioni, le imprese inizieranno a trarre notevoli benefici sia in termini di riduzione dei costi, sia di maggiori livelli di servizio per i loro utenti.

2. Lo storage software diventerà sempre più importante rispetto allo storage hardware

L’elevato livello di innovazione in termini di storage software supererà rapidamente quello che caratterizza l’hardware. Oggi, la prima è limitata dalla seconda dato che i principali vendor spesso pacchettizzano la loro offerta come se fosse hardware – un dispositivo proprietario monolitico con uno strato software che non può essere disaccoppiato. Prevediamo che questo cambierà nel 2013 quale risultato di due trend molto importanti: commoditization e standardizzazione a livello hardware associate a un’intelligenza crescente a livello software. La confluenza di queste tendenze permetterà agli utenti di trarre vantaggio dalle economie di scala assicurate da hardware standard senza compromettere la scalabilità, flessibilità e affidabilità che un software storage evoluto garantisce. I vendor continueranno a dimostrare che uno strato software evoluto su server standard può gestire efficacemente storage aziendali senza compromettere costi e prestazioni.

3. Lo storage software open source supererà ben presto quello proprietario

I requisiti e la necessità di adottare un metodo unificato alla gestione dello storage creato da nuovi workload aziendali richiederà un approccio diverso da parte dei vendor di software storage – che sia basato sull’innovazione guidata dalla comunità. E’ questo il marchio di fabbrica di un approccio realmente open source alla risoluzione delle problematiche storage aziendali. Per esempio, il settore dei Big Data da solo conta già oltre 100 progetti open source distinti con migliaia di sviluppatori intenti a contribuire con codice, potenziare le funzionalità e incrementare la stabilità. E’ difficile stare al passo con questo livello di innovazione quando il software è realizzato da un singolo vendor. Prevediamo che le imprese si avvicineranno all’approccio open source per risolvere le reali sfide in ambito storage. I progetti GlusterFS, ceph, Apache Hadoop e MondoDB hanno già visto un aumento in termini di coinvolgimento della community e adozione da parte delle aziende. Questo trend continuerà nel 2013.

4. Il ruolo dello storage administrator cambierà con l’avvento di implementazioni open hybrid cloud

Oggi il ruolo del responsabile storage è focalizzato sul garantire che i silos storage nel data center operino in maniera ottimale per supportare le esigenze aziendali. Lui collabora con gli amministratori di rete e di sistema per garantire che i tre elementi dell’infrastruttura siano allineati. L’open hybrid cloud cambierà tutto questo. Dato che il cloud privato abilita un livello di astrazione e la nuvola pubblica impone che lo storage sia implementato al di fuori del loro controllo, gli storage administrator saranno responsabili di garantire una piattaforma storage praticamente senza “confini”. Per avere successo in questo nuovo scenario, i responsabili IT si trasformeranno in cloud administrator e saranno maggiormente coinvolti nella progettazione e nell’implementazione dell’infrastruttura di business. Dovranno quindi acquisire nuove competenze negli ambiti della virtualizzazione, del networking e della business continuity.

5. Big Data e storage piccolo: la ricetta per il successo

Una volta che i progetti Big Data lasceranno la fase di proof-of-concept, le aziende capiranno che non è detto che i Big Data abbiano bisogno di grandi storage. Le architetture Big Data di riferimento suggeriscono un’infrastruttura storage scalabile composta da una gamma di server con poco storage piuttosto che un’estesa e monolitica infrastruttura. Per esempio, se un progetto Big Data prevede un petabyte di storage può essere molto più efficiente disporre di 100 nodi di storage più piccolo rispetto a due nodi di storage esteso.

Articolo a cura del Red Hat Storage team

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* Immagine Shutterstock

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