Telecom supera la prova dei conti

di Barbara Weisz

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L'utile 2009 è inferiore a quello del 2008 ma sopra le attese. Prevista la creazione di un fondo di 507 milioni di euro a copertura dei rischi legati al caso Sparkle. Ottimismo sul piano al 2012

Telecom Italia incassa l’approvazione del mercato dopo la presentazione dei conti 2009. L’utile è in calo rispetto al 2008, ma è migliore delle attese. Agli azionisti andrà una cedola di 5 centesimi sulle ordinarie, e l’amministratore delegato Franco Bernabè ha promesso un dividendo in crescita per i prossimi anni.

Quanto alla vicenda Sparkle, il gruppo ha annunciato di aver creato un fondo di 507 milioni di euro a copertura dei rischi legati all’inchiesta penale in corso. Intonati all’ottimismo gli obiettivi sia di breve che di lungo termine. Quest’anno si prevede una riduzione dei ricavi, ma una redditività in aumento. Bernabè ha dichiarato che nel prossimi triennio la generazione di cassa raggiungerà i 21 miliardi di euro, con un incidenza sui ricavi 2010 al 26%, «fra i più elevati fra le società europee». Sul fronte del debito, confermata la riduzione di cinque miliardi al 2011, come previsto dal piano presentato a fine 2008. Gli obiettivi industriali dei prossimi anni prevedono di puntare sui business maggiormente remunerativi. L’azienda si concentrerà sul mercato domestico e sul Brasile.

Ma vediamo punto per punto i dettagli del bilancio e della presentazione di oggi agli analisti. I conti: il 2009 si è chiuso con un utile netto a 1,581 miliardi, in calo rispetto ai 2,177 mld del 2008 ma, come detto, sopra le stime del mercato.

Confermata la cedola a 5 centesimi sulle ordinarie, mentre è pari a 6,5 cent quella sulle risparmio, anch’essa in linea con l’anno scorso. Il calo del risultato, spiega la società, è dovuto principalmente alla svalutazione dell’avviamento attribuito ad Hansenet (la divisione internet tedesca ceduta a telefonica), oltre che alle maggiori imposte di competenza e al venir meno di alcuni benefici fiscali. L’Ebit (utile prima delle imposte) segna un progresso dell’1% a 5,493 miliardi l’Ebitda (utile operativo lordo) sale dello 0,2% a 11 mln di euro. Il fatturato, a 27,163 miliardi di euro, è in calo del 6,3% sul 2008.  Sul fronte patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto rettificato è di 33,949 miliardi, in calo da 34,526 mld di fine 2008. Rispetto a fine settembre, si è ridotto di 759 milioni. 

Particolarmente atteso era il capitolo legato agli effetti sul bilancio del caso Sparkle, la controllata sotto inchiesta per la maxi frode fiscale che coinvolge anche Fastweb. Il gruppo ha appunto deciso l’accantonamento di 507 milioni (per coprire quasi 300 milini di euro che deriverebbero dall’Iva indebitamente sottratta e varie altre sanzioni). Sul bilancio 2009, l’impatto economico è indicato a 10 milioni di euro di oneri finanziari. Sono stati rettificati «senza che ciò implichi il riconoscimento di responsabilità alcuna» ricavi e costi registrati nel 2005, 2006 e 2007 relativi ad ooperazione che presentano «diverse anomalie, principalmente in ordine all’effettività delle operazioni e del traffico, nonchè all’andamento e alle direttrici dello stesso». Il cda proporrà all’assemblea dei soci «azione di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore delegato» (Stefano Mazzitelli, indagato e arrestato nell’ambito dell’inchiesta).

Quanto al futuro, il gruppo si concentrerà su Italia e Brasile mentre il processo di cessione della controllata argentina è in corso e si chiuderà “abbastanza presto”.

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