Venezia, Siena e Olbia le più ricche d’Italia

di Barbara Weisz

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Sono le città in cui è più alto il flusso delle entrate per abitante. Le indebitate sono Milano e Torino, quelle con le spese correnti più alte Venezia e Bolzano. I dati dei consuntivi 2008 del ministero degli Interni

Venezia deve ringraziare il Casinò, Brescia e Milano invece incassano molto dalle aziende, Siena ha servizi pubblici molto redditizi, Roma ha un livello di entrate pro capite degno della top ten italiana, ma è alle prese con una doppia gestione, quella ordinaria e quella commissariale.

E ancora, Torino è la città più indebitata, probabilmente a causa dell’effetto Olimpiadi, seguita da Milano, su cui pesano gli investimenti per l’Expo, ma entrambe hanno una buona capacità di finanziare il proprio debito e sono in alto nelle classifica delle entrate complessive. Si tratta dei risultati elaborati dal Sole 24Ore sulla base dei consuntivi 2008 del ministero dell’Interno.

La più ricca è appunto Venezia, con entrate proprie pari a 1347 euro per abitante. È la somma delle entrate extratributarie, pari a 419 euro, e di quelle tributarie, che sono di 928 euro, che incorporano i 185 milioni di euro incassati grazie al casinò e ai tributi speciali. Segue Siena, a quota 1317 euro per abitante, di cui 429 arrivano dalle tasse (il che colloca il comune toscano al 36esimo posto nella speciale graduatoria delle entrate tributarie a parimerito con Ascoli PIceno) e 888 da proventi extra tributari (qui è la prima in Italia).

Terzo posto per Olbia, a quota 1159, seguita nella top ten da Brescia, Bologna, Milano, Lecce, Firenze, Pisa e Caserta. Torino è undicesima, Trieste ventiduesima, Aosta trentottesima, L’Aquila trentanovesima, Napoli quarantesima, Reggio Calabria 54esima, Genova 65esima, Bari 67esima, Palermo 92esima.

Discorso a parte per Roma, che dopo il mega debito spuntato due anni fa, ha il bilancio diviso in due. Da una prima lettura della gestione ordinaria risulterebbero entrate superiori ai 1500 euro pro capite che posizionerebbero la Capitale al primo posto. Ma togliendo i 2 miliardi di crediti “futuribili” che la gestione ordinaria vanta da quella commissariale, e inserendo invece 600 milioni di tariffa ambientale che arrivano dalle esternalizzata Tia le entrate di Roma si collocano a circa 950 euro a cittadino, poco sopra quelle di Milano (a quota 928).

La città più povera sul fronte delle entrate è invece Enna, con 201 euro a cittadino, mentre in penultima posizione si trova un parimerito fra Agrigento e la sarda Villacidro. Risalendo le ultime dieci posizioni si trovano poi Caltanissetta, Messina, Andria, Teramo, Carbonia (i cui dati però si riferiscono ancora al 2007), Matera e Gorizia.

Se si considerano solo le entrate tributarie, i tre gradini più alti del podio vanno rispettivamente a Venezia, Lecce e Olbia, mentre calcolando solo gli introiti extratributari in vetta ci sono Siena, Brescia e Firenze.

Da sottolineare che nella top ten ci sono alcuni comuni, come la stessa Venezia ma anche Milano e Brescia, in cui non si paga l’Irpef comunale. Milano e Brescia hanno però un forte contributo rappresentato dagli utili delle municipalizzate. Per quanto riguarda il debito, Torino e Milano sono seguite da Siena. Infine le spese. Per quelle correnti, che riguardano la gestione ordinaria della macchina comunale, in testa c’è sempre Venezia, seguita da Bolzano e Trento (Milano è settima, Torino nona, Napoli ottava, Roma 70esima, Palermo penultima).

Può essere interessante uno sguardo alle spese per il personale: in testa Siena, seguita da Trento e Firenze (Venezia ottava, Milano è nona, Napoli undicesima, Roma 54esima). La città in cui invece costano di più le istituzioni (giunta, consiglio e circoscrizioni) è Napoli, seguita da Reggio Calabria e Cosenza (Milano è 106esima, Siena 92esima, Venezia 30esima, Roma 47esima).