Verso il mondiale, il business per l’Italia

di Barbara Weisz

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Attesi 100 milioni in più dall'interscambio con il Sudafrica. Viaggi in aumento del 10%. E a "Casa Azzurri" si promuove il Made in Italy

Ci sono imprese italiane che sono state direttamente coinvolte nei lavori di preparazione dei mondiali. Ci sono attese per la crescita dell’interscambio commerciale fra il nostro paese e il Sudafrica. E ancora, la Penisola è impegnata nel paese che ospita i mondiali a livello di cooperazione. E anche il settore turistico si aspetta ricadute positive grazie alla vetrina rappresentata dal torneo iridato che inizia fra due giorni. 

La Farnesina ricorda per esempio che le aziende italiane hanno contribuito al miglioramento delle infrastrutture stradali, dell’aeroporto e dello stadio di Cape Town, e alla realizzazione di un grosso impianto idroelettrico. Più in generale, i settori che vedono impegnate le imprese italiane in Sudafrica sono le costruzioni, l’industria estrattiva, il trasporto e le spedizioni, alloggio e ristorazione, sostegno alle imprese, servizi professionali, scientifici e tecnici, immobiliare. 

A fornire qualche dato numerico sull’indotto che i mondiali potrebbero generare è la Camera di Commercio di Milano, incrociando i dati Istat e quelli emersi da una specifica indagine condotta su oltre 600 imprenditori realizzata nello scorso mese di aprile per l’agenzia Ansa. L’interscambio delle aziende italiane con il paese africano, dovrebbe rafforzarsi di circa 100 milioni di euro.

Nel corso del 2009, gli scambi fra i due paesi, che rappresentano il 7% di quelli con l’intero continente africano, hanno superato i 2,7 miliardi di euro. In testa le aziende lombarde, con quasi 600 milioni, ovvero il 21,6% del totale. Seguono il Veneto, 507 milioni e il 18,7% del totale, e la Toscana, 300 milioni, il 10,5%. L’interscambi riguarda in particolare i metalli preziosi, che contano per il 41,7% (il Sudafrica è il quarto paese la mondo da cui l’Italia si rifornisce)  e la siderurgia, 13,1%.

Sul fronte delle esportazioni, la Penisola vende al paese africano soprattutto macchinari, 26,2%, e medicinali, 6%. 
Quanto alla cooperazione, secondo i dati della Farnesina i settori prioritari di interesse italiano sono sanità, educazione, promozione della piccola e media impresa e sociale. Dal 1985 al 2009, quindi in quasi 25 anni, l’Italia ha erogato circa 51 milioni di euro. 

Da segnalare anche alcune iniziative specifiche legate al Mondiale: a “Casa Azzurri” a Pretoria sono esposte le opere della “Collezione Farnesina Design”, già presentate in occasione delle Olimpiadi di Vancouver, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze del Made in Italy nei settori del design, dell’artigianato e dell’industria. Previsti anche eventi con la partecipazione di artisti, architetti, rappresentanti delle aziende, concertisti, che faranno da sfondo alle imprese della Nazionale.

Attiva anche la collaborazione culturale, per esempio un pool di scienziati e ricercatori italiani collabora alla costruzione del prototipo sudafricano dello Square Kilometer Array (SKA), che sarà il più grande telescopio del mondo.

Infine il turismo: secondo l’Astoi, l’associazione dei tour operator italiani, l’interesse per i viaggi in Sudafrica si accenderà soprattutto a mondiali conclusi. Nessun boom vero e proprio, anche perchè si tratta di un viaggio non propriamente economico, ma come spiega il presidente Roberto Corbella «pensiamo che si possa archiviare un incremento intorno al 10% rispetto all’anno scorso».

Nel 2009 sono stati quasi 60mila gli italiani a scegliere questo paese come meta per le proprie vacanze, in crescita del 7,8% sul 2008. La Penisola è stato l’unico paese europeo ad aver registrato una crescita del flusso di viaggiatori l’anno scorso.

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