Viaggio fra le economie mondiali: il Paraguay

di Barbara Weisz

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Il primo avversario dell'Italia è uno dei paesi più poveri del mondo. Un'economia per lo più agricola, è il sesto esportatore mondiale di soia

Il primo avversario dell’Italia in questo campionato del mondo è uno dei paesi più poveri del pianeta. Nella classifica della competitività del World Economic Forum, il Paraguay è al 124 posto su un totale di 133. Poco più di sei milioni di persone, un pil intorno ai 16 miliardi di dollari, il paese sudamericano è ancora oggi a forte vocazione agricola: il settore rappresenta insieme all’allevamento e alla pesca circa il 24% del PIL e impiega oltre un terzo della forza lavoro complessiva. I contadini sono spesso impoveriti: c’è un 20% della popolazione che vive in condizioni di estrema povertà, per lo più concentrata nelle zone rurali.

I prodotti della terra rappresentano anche il maggior contributo all’export. Il Paraguay è il sesto esportatore mondiale di soia, ma esporta anche carni e polli, canna da zucchero, ed essenze pregiate come il cedro, mogano e noce. L’alimentare ha anche un posto importante nell’industria, che nel complesso vale meno del 20% del pil e si concentra in particolare nel settore manifatturiero, nella produzione di beni di base destinati al consumo. Il settore dei servizi invece è molto vivace, e conta per oltre la metà della ricchezza prodotta nel paese.

Il Paraguay offre da pochi anni una situazione politica relativamente stabile, dopo decenni fra guerre civili e dittature, ma resta un paese dove la ricchezza ha una distribuzione molto iniqua per cui convivono le bidonville e le grandi ricchezze di una ristretta cerchia di proprietari terrieri.

Il paese ha particolarmente sofferto la crisi, nel 2009 l’economia ha perso il 4%, ma per il biennio 2010-2011 si prevede una ripresa di analoga entità. Le attività produttive si concentrano soprattutto nella zona intorno alla capitale Asuncion e nella regione sudorinetale, al confine con il Brasile, grazie proprio alle possibilità offerte dall’interscambio con il più grande paese sudamericano. È così fiorito per esempio un polo di sviluppo economic intorno a Ciudad del Este.

Fra i fattori più problematici per chi vuole fare business, secondo il World Economic Forum al primo posto la corruzione, seguita dalla difficoltà dell’accesso al credito, dall’inefficienza della burocrazia e dallo scorso livello della preparazione scolastica.

Infine, l’interscambio con l’Italia, per la verità piuttosto limitato. Sul fronte delle importazioni si risolve quasi completamente nei principali prodotti dell’agricolatura paraguayana, soprattutto semi e frutti oleosi, olii grezzi, pelli e legno. L’Italia invece esporta soprattutto gioielli e articoli di oreficeria, oltre a macchine utensili, elettrodomestici, autoveicoli.