Aeroporti, le grandi manovre sul Garda

di Barbara Weisz

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Colloqui in corso fra gli scali di Malpensa e Bergamo. La cooperazione potrebbe allargarsi a Verona e Brescia. Intanto Ryanair vola al Catullo

Grandi manovre in corso nei cieli lombardi e dintorni. Gli scali di Malpensa (Milano) e Orio al Serio (Bergamo) stanno studiando un progetto di integrazione. Un piano che in un secondo tempo protrebbe allargarsi anche ad altri aeroporti del Nord Italia. Intanto Ryanair annuncia l’avvio dei voli su Verona. Dal Catullo partiranno collegamenti a tariffa low cost per Londra, Parigi, Bruxelles e Cagliari.

Sul fronte delle operazini fra aeroporti, è stato lo stesso Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, che gestisce Malpensa e Linate, a spiegare ieri che «nei prossimi giorni si chiuderà la prima fase delle trattative con la Sacbo», la società di Orio al Serio. Si tratta, quindi, di colloqui a livello iniziale, in cui come ha spiegato lo stesso manager, «un gruppo di lavoro congiunto fra le due società, con i rispettivi advisor industriali, ha lavorato per evidenziare le sinergie ottenibili». Ora si potrebbe entrare in una fase invece più avanzata, previo accordo fra i soci sulla fattibilità, e «gli advisor finanziari potrebbero studiare i modelli di integrazione».

Bonomi ha parlato a Milano in occasione della conferenza annuale di Aci Europe, l’associazione degli scali europei, che rappresenta oltre 400 aeroporti in 46 paesi, il 90% del traffico commerciale europeo con quasi 1,5 miliardi di passeggeri all’anno. E ha specificato che comunque il piano di avvicinamento con Bergamo può essere allargato ad altri soggetti: «crediamo si possa estendere anche al sistema degli aeroporti del Garda, vale a dire a Verona e Brescia».

In genere, i piani di Sea, che hanno necessariamente dovuto percorrere strade alternative dopo il de-hubbing di Alitalia, sono ambiziosi: entro il 2030 è prevista una crescita di un terzo dalle dimensioni attuali. La più stretta collaborazione fra gestori aeroportuali è uno dei tasselli di un più vasto piano che prevede un modello innovativo per esempio nei rapporti con le compagnie, permettendo di integrare network di vettori diversi, con politiche industriali differenti. Davanti al terminal è in realizzazione un nuovo complesso alberghiero e congressuale. È previsto un piano di investimenti, raccogliendo capitali di mercato, per 1,6 miliardi entro il 2020.

Il traffico passeggeri nel primo trimestre è stato positivo, in progresso del 9,3%, a cui si aggiunge il +40% del settore cargo. L’altra novità di rilievo, sempre in Lombardia, riguarda Ryanair, la compagnia irlandese low cost, che ha deciso di volare su Verona. I collegamenti partiranno dal prossimo autunno. Dall’aeroporto Catullo si potrà fare rotta su Cagliari, Londra (Stansted) e Bruxelles (Charleroi). «L’obiettivo di Ryanair – ha spiegato la responsabile per l’Italia Melisa Corrigan – è quello di aumentare le tratte ogni stagione, se ci saranno i numeri. Si potrebbe pensare addirittura di creare una base a Verona. Le condizioni per crescere insieme all’aeroporto ci sono tutte, considerato anche che la città e il suo territorio rappresentano per i turisti un’indubbia attrattiva».

Per puntare sulla città veneta la compagnia abbandona Montichiari, lo scalo di Brescia. E sfrutta la decisione del Catullo di cambiare strategia, dopo che il settore charter ha deluso nel 2009, registrando 4,9 milioni di perdite. Apertura ai low cost, dunque, e una ristrutturazione dello scalo che avrà un nuovo terminal tutto dedicati ai servizi per i voli a basso costo. Il piano dettagliato verrà presentato ai soci in assemblea il prossimo 28 giugno. Dai collegamenti con Cagliari, Bruxelles e Londra si attende circa un milione di passeggeri in più fino al 2014, e 150 nuovi posti di lavoro.

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