Alfa Romeo, cent’anni fra storia e mito

di Barbara Weisz

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Quattro giorni di iniziative a Milano, con tanto di sfilata storica in centro, per festeggiare l'azienda nata il 24 giugno del 1910 al Portello

Un’azienda simbolo del made in Italy che raggiunge il traguardo dei cent’anni non è cosa da tutti i giorni. Per festeggiare un secolo di Alfa Romeo, a Milano sono previsti quattro giorni di iniziative, che coinvolgono il comune del capoluogo lombardo e quello della vicina Monza, l’autodromo, la Fiera, il parco esposizioni di Novegro. Ma soprattutto, le strade della città, che nel fine settimana accoglieranno migliaia di alfisti provenienti da tutto il mondo a bordo dei loro gioielli d’epoca con il marchio del Biscione.

E per ripercorrere almeno le più importanti tappe di una storia industriale che si lega a doppio filo con quella del paese, si può partire proprio da qui, dal mitico marchio. All’inizio, e per qualche decennio, il simbolo dell’Alfa era leggermente diverso: il biscione era disegnato fra due nodi sabaudi, in omaggio ai regnanti. Con la proclamazione della Repubblica, dopo la fine della seconda guerra mondiale, i nodi vennero trasformati in due linee ondulate.

Ma facciamo un passo indietro, al 24 giugno del 1910, giorno in cui il cavalier Ugo Stella, dopo aver rilevato le azioni della francese Darracq, battezza la Anomina Lombarda Fabbrica Automobili. Nello stesso anno, dallo stabilimento milanese del Portello esce la 24 Hp, progettata da Giuseppe Merosi e prodotta in 300 esemplari. L’anno dopo, debutto nella Targa Florio, ma siamo a ridosso della prima guerra mondiale e già nel 1915 la fabbrica rischia di chiudere.

A salvarla, l’ingegner Nicola Romeo, napoletano, che riconverte la produzione concentrandosi sul settore bellico. Ma quando la guerra finisce, si riprende a costruire automobili. Nel 1918 nasce il primo stemma, Alfa Romeo Milano, nel 1920 prima storica vittoria al Mugello di Giuseppe Campari. E in scuderia entra un signore che si chiama Enzo Ferrari.

Negli anni trenta la Grande Depressione arriva anche al Portello, l’azienda rischia nuovamente il fallimento e nel 1933 viene venduta all’Iri, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, e riparte sotto la regia dell’ad Ugo Gobbato. Nuovo stop produttivo durante la seconda guerra mondiale, nell’ottobre del ’44 i bombardamenti distruggono la fabbrica del Portello, che viene ricostruita dagli operai e riprende a produrre nel 1946.

Siamo agli anni ’50 e 60, con la nascita della Giulietta Sprint, poi della Spider, della Giulia, il Biscione entra nei film di Hollywwod (un esempio per tutti: il Duetto nel Laureato di Dustin Hoffman) e nel mito. Nel ’62 nasce un nuovo stabilimento ad Arese, nel ’68 per produrre l’Alfa Sud apre la fabbrica di Pomigliano d’Arco. L’auto simbolo degli anni ’70 è probabilmente l’Alfetta, poi negli ’80 arriva la 164. Questa è una decade difficile, l’azienda (che dalla fine degli anni ’40 è di Finmeccanica) viene ceduta alla Fiat. E qui inizia la storia recente.

Per ripercorrere queste tappe storiche ammirando dal vivo i prodotti simbolo dell’Alfa, nei prossimi giorni basterà passeggiare per Milano. Nelle piazze principali della città, saranno esposte le auto più belle, e sabato pomeriggio grande sfilata nelle vie del centro. Giovedì pomeriggio, invece, autodromo di Monza aperto per i giri di prova (previo permesso, s’intende) dalle 13 alle 18. Al Parco Esposizione di Novegro, la mostra “100×100 Alfa”, mentre giovedì e venerdì il Museo Storico Alfa Romeo di Arese sarà aperto dalle nove a mezzanotte e proporrà visite guidate in diverse lingue. E alla Fiera di Rho, la mostra storica “Fiera Milano e Alfa Romeo: frammenti d’insieme”.