Confindustria, l’Italia è fuori dalla crisi

di Barbara Weisz

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Viale Astronomia rivede al rialzo le stime di crescita per il biennio. Ma c'è un'evasione fra le più alte d'Europa. Istat: disoccupazione record

La manovra anticrisi pesa sulla crescita, la disoccupazione ha raggiunto livelli record, l’evasione fiscale è fra le più alte in assoluto in Europa. Ma l’Italia può defintivamente ritenersi fuori dalla recessione e, malgrado i fattori frenanti, la ripresa nel 2010 e nel 2011 sarà più forte del previsto. Sono le nuove stime del centro Studi Confindustria, che ha rivisto al rialzo le stime di crescita sia per quest’anno sia per l’anno prossimo.

Nel 2010 il pil italiano segnerà un rialzo dell’1,2%, e non dell’1,1% precedentemente stimato, e nel 2011 salirà all’1,6%, segnando quindi uno 0,3% in più rispetto alle precedenti previsioni dell’1,3%. Questo non significa che siamo tornati ai liveli pre crisi, anzi. Fra il primo trimestre del 2008 e il secondo del 2009, spiegano gli economisti di Viale Astronomia guidati da Luca Paolazzi, il pil italiano ha lasciato sul terreno il 6,8%. Pur con le nuove stime di crescita per il prossimo biennio, alla fine del 2011 rispetto al picco precedente la distanza sarà ancora del 3,3%. Per tornare ai livelli del 2007 bisognerà attendere il 2013.

I fattori che maggiormente favoriscono la ripresa sono il deprezzamento dell’euro (da solo vale circa un punto di pil), il recupero del commercio mondiale e il conseguente rafforzamento della domanda estera. La manovra anticrisi pesa sulla crescita di uno 0,4% all’anno per i prossimi due anni.

Ma veniamo alle note dolenti. La disoccupazione sarà all’8,6% quest’anno e al 9,2% l’anno prossimo. Nel periodo 2008-2009 sono stati persi 528mila posti di lavoro, a cui si possono aggiungere i 335mila casi di cassa integrazione. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è aumentato nel 2010, con la cig vicina a quota 460mila.

I tecnici dell’associazione imprenditoriale sottolineano che «l’andamento dell’occupazione nei prossimi mesi dipenderà in modo cruciale dal processo di riassorbimento dei cassintegrati». Quest’anno la cassa integrazione è vista su una media di 500mila unità, dai 340mila del 2009, e il tasso inizierà a scendere solo nel 2011: 208mila unità nel quarto trimestre, quasi 300mila in media d’anno, di cui il 30% in deroga.

Oggi sull’occupazione sono usciti anche i dati Istat del primo trimestre: il tasso di disoccupazione è salito al 9,1%, dal 7,9% dell’analogo periodo 2009. È il livello più alto dall’inizio del 2005. Il tasso destagionalizzato, all’8,4%, è invece il più alto dal terzo trimestre 2003.

In termini assoluti, fra gennaio e marzo si sono persi 208mila posti di lavoro. Uno dei problemi più evidenti del sistema Italia riguarda l’evasione. Nel 2009 è stata pari all’8,2% del pil, toccando i 124,5 miliardi. Il gettito Iva evaso è pari a 35,5 mld, l’Irpef a 31,5, poi ci sono 8 miliardi di Ires, 6,3 di Irap e 43,2 mld sui contributi sociali, su quelli locali e sulle altre imposte.

Il fenomeno ha dimensioni tali «che nell’eurozona ha eguali solo in Grecia» e soprattutto, «pesa come un macigno» sulla crescita. Utilizzando il gettito recuperato dall’evasione la riduzione delle aliquote «potrebbe essere in media del 15,9%». Confindustria insiste su questo punto: premesso che è difficile quantificare i proventi delle misure anti evasione previste dalla manovra, l’importante è che vengano utilizzati per ridurre le aliquote, non per abbassare il deficit, perchè «in questo modo si accompagna il risanamento con lo stimolo alla crescita».

Il deficit, alla luce della manovra, è visto al 5,1% del pil quest’anno (dal 5,3% di dicembre) e al 4,1% nel 2001. Il rapporto debito pil sale invece a 118,5, da 117,2, nel 2010 e al 118,9%, da 118,2, nel 2011.

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