Viaggio fra le economie mondiali: la Slovacchia

di Barbara Weisz

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Nell'euro dal 2009, ha risentito della crisi lo scorso anno ma ora cresce. Sta riconvertendo l'industria pesante. Batte l'Italia in competitività

È uno degli ultimi entrati di Eurlandia, visto che fa parte della moneta unica dal primo gennaio 2009. La Slovacchia, che nell’Unione Europea è invece entrata nel 2004, è un paese ancora alle prese con un’opera di riconversione di un’economia che fino a vent’anni or sono (quando faceva parte della Cecoslovacchia, da cui si è separata nel ’93, ed era nell’area sovietica) era tuttta concentrata sull’industria pesante e bellica. Nell’ultimo decennio ha conosciuto alti e bassi.

Nel 2009 il paese ha pesantemente risentito della crisi, registrato una decrescita intorno al 5% dopo che per nove anni i dati sul pil erano sempre stati positivi. Ma nel 2010 il paese ha di nuovo ingranato la marcia della ripresa, secondo le ultime stime si attende per quest’anno una crescita limitata all’1,2% che però dovrebbe portarsi fra il 3 e il 4% nel 2011 e superare il 5% nel 2012.

Fra i problemi maggiori del paese, la disoccupazione, che è sempre stata superiore alla media europea. È un paese che non manca di potenzialità competitive, si trova al 47esimo posto nella classifica del World Economic Forum (una curiosità: l’Italia, che contro la Slovacchia oggi si gioca la permanenza nella coppa del mondo di calcio, è 48esima, quindi indietro di una posizione).

Fra i punti di forza del paese, un buon livello di efficienza di tutti i mercati (quello del lavoro, quello dei beni, quello finanziario), una soddisfacente preparazione sia primaria che di alto livello, la stabilità macroeconomica, la tecnologia. I punti deboli sono invece l’innovazione, le infrastrutture, e le istituzioni.

A questo proposito si può ricordare che nella Repubblica Slovacca ci sono appena state le elezioni, che hanno visto la vittoria del partito socialdemocratico del premier uscente Robert Fico, ma un indebolimento dei suoi due tradizionali alleati, per cui la coalizione che guidava il paese non ha più la maggioranza in parlamento, che invece i quattro partiti riconducibili al centro destra avrebbero.

La governabilità è dunque molto difficile, in un momento in cui il paese è impegnato su una serie di fronti, dall’integrazione con l’Europa alla ripresa economica. Fra i motivi di dissenso fra il governo di Fico e le opposizioni, l’appoggio al recente piano finanziario anticrisi europeo deciso per salvare la Grecia. 

L’economia slovacca, che come detto sta riconvertendo l’industria pesante, può contare su alcuni settori come l’allevamento, la produzione di energia (il maggio gruppo del paese, la Slovenské Elektrárne, attiva anche nel settore nucleare, è controllata dall’Enel), le automobili (ci sono Volkswagen, Peugeot-Citroën, Hyundai-Kia). Si stanno svluppando anche settori innovativi come l’ingegneria elettronica.

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