British-Iberia alla conquista dei cieli

di Barbara Weisz

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Le due compagnie neo alleate valutano una lista di 12 possibili target di acquisto. Le ipotesi, dall'australiana Qantas alla britannica Bmi

L’obiettivo dichiarato di Willie Walsh, il numero uno di British Airways, è quello di creare la più grande linea aerea del mondo. Dopo aver portato a termine l’alleanza con Iberia, ora nel mirino del nuovo gigante dei cieli c’è una vasta campagna di acquisizioni su scala mondiale. Sono anche state identificate 12 compagnie considerate target ideali di un’eventuale acquisizione.

«Nelle nostre discussioni con i colleghi di Iberia abbiamo guardato alle compagnie di tutto il mondo per identificare quelle che potrebbero essere attraenti per noi», ha spiegato lo stesso Walsh. Gli analisti e la stampa internazionale si interrogano su quali sono queste 12 compagnie e sulle possibilità di successo del piano.

Il Ft ritiene che l’attenzione potrebbe concentrarsi su altre compagnie che fanno parte dell’alleanza Oneworld e che magari in passato hanno già avuto colloqui con la linea inglese, come per esempio l’australiana Qantas. Altri membri di Oneworld sono American Airlines, la Cathay Pacific di Hong Kong, Japan Airlines e Finnair. 

Walsh qualche indicazione sulle strategie l’ha fornita, secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg. Le opportunità migliori si troverebbero in Europa, Asia e America Latina.

Un possibile obiettivo europeo è ritenuta BMI (British Midland International), il numero due per numero di slot allo scalo londinese di Heathrow, che è interamente proprietà della Lufthansa ma che la compagnie tedesca potrebbe essere intenzionata a vendere. Un altro deal interessante è considerato quello con la JetBlue di New York, anch’essa di proprietà di Lufthansa.

Ma gli analisti pongono sul tavolo una serie di questioni. «Bisogna essere in due» per allearsi, fa per esempio notare Chris Tarry, indipendente che da trent’anni si occupa del settore, il quale si chiede «per quale motivo gli azionisti di una compagnia di un mercato in crescita come Cina o India dobrebbero voler diluire il proprio rendimento alleandosi con un vettore di un mercato a bassa crescita, come è Iag (International Airlines Group, il nome della compagnia che nasce dall’intesa di BA e Iberia, ndr)?».

In genere, Tarry è scettico sui mega mergers nei cieli, e questo è un punto molto dibattuto: non sono meglio le alleanze maggiormente mirate, come quella di Lufthansa con Swiss o Austrian, rispetto ai mega marger sul modello, appunto, di British-Iberia, o Air France-Klm?

Comunque sia, British e Iberia contano su sinergie per circa 400 milioni di euro (516 milioni di dollari) annui, nei prossimi cinque anni, che per un terzo arriveranno dalla crescita del fatturato e per il resto da risparmi. Oltre all’aggressività della campagna acquisti, Iag punterà anche sul rafforzamento della partnership sul traffico internazionale Oneworld, che compete con la Star Alliance di cui fanno parte Lufthansa e United, e con la Skyteam di Air France e Delta.