Domani l’invito nei palazzi delle banche

di Barbara Weisz

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Il tradizionale appuntamento dell'Abi con le sedi storiche delle banche italiane: aperti 92 palazzi in 48 città, con mostre ed eventi letterari

Dimore storiche, resti di antiche ville, opere d’arte antiche e moderne, giardini, arredi, oggetti d’epoca, archivi, biblioteche. Sono gli ingredienti dell’Invito a Palazzo 2010, l’appuntamento organizzato dall’Abi, giunto ormai alla nona edizione che quest’anno è in calendario per domani, sabato 2 ottobre.

Saranno visitabili 92 palazzi di 54 banche in 48 città, dalle 10 della mattina fino alle 19 di sera, con visite guidate in italiano e in inglese. Alcuni istituti propongono anche l’apetura gratuita di mostre, eventi o conferenze per un’occasione che si presenta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio dei ministeri per i Beni e le Attività Culturali, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

L’Abi sottolinea come il settore bancario italiano ogni anno investa risorse per oltre 500 milioni di euro per conservare collezioni, palazzi e arredi e supportare eventi culturali. «La ripresa ed il sostegno all’economia del Paese – dichiara il direttore generale, Giovanni Sabatini – passano anche attraverso la tutela e la valorizzazione degli immensi tesori artistici e architettonici italiani» che rappresentano un volano per lo sviluppo.

A Roma, l’Abi propone un’apertura straordinaria fino alle 22 per Palazzo Altieri, in Piazza del Gesù, un esempio di barocco romano realizzato durante il pontificato di Clemente X. Custodisce affreschi, arredi e una collezione di opere d’arte che quest’anno si è arricchita con due capolavori giovanili di Pietro da Cortona, la Predica del Battista e il Discorso della Montagna, fino ad ora mai esposti al pubblico e al centro della mostra “Capolavori ritrovati”.

Restando a Roma, nella sede del Mediocredito Centrale di via Piemonte, Villino Casati, costruito nel 1906 da Carlo Pincherle e residenza romana della marchesa Luisa Casati Stampa, si possono visitare le sale di una dimora che fu uno dei salotti più in vista dell’inizio del secolo scorso, e si può partecipare a un incontro letterario, su prenotazione, organizzato dal professor Vittorio De Bonis sul tema “Vite inimitabili all’alba di un mondo nuovo. La contessa di Castiglione fra Cavour, Napoleone III e Vittorio Emanuele II”.

A Milano, Intesa San Paolo apre il celeberrimo Palazzo delle Colonne di via Verdi, l’ampliamento realizzato fra il 1937 e il 1941 dell’ottocentesca Ca’ de Sass, e propone la mostra “Uno scavo ciclopico nel cuore di Milano”. Si potrà così ammirare l’edificio sotterraneo di cinque piani con interventi decorativi di Manzù e Achille Funi e che, durante la guerra, protesse dai bombardamenti le opere del Duomo, della Pinacoteca Ambrosiana e di Brera.

Nella Palazzo del Credito Italiano di Piazza Cordusio, si inaugura la mostra “Handle with care”, che proseguirà fino al 17 dicembre e che propone materiali vari (oggetti, libri, poster, video) di giovani artisti proveninenti dai 22 paesi in cui la banca ha sedi che rappresentano l’ambiente urbano, sociale e politico in cui vivono.

E poi ancora, a Firenze si possono ammirare il villino della Banca Federico del Vecchio, con la fontana di Silvio Tofanari, i vetri di Murano, una collezione d’arte che vanta opere di Fattori, Signorini, Lega, Nomellini, oppure il settecentesco Palazzo delle Cento Finestre, in piazza Maggiore. A Siena, la sede della più antica banca del mondo, il rinascimentale Monte dei Paschi di Piazza Salimbeni.

Nel capoluogo campano il cinquecentesco Palazzo Carafa, sede del Banco di Napoli in via San Biagio dei Librai, con la Cappella del Monte di Pietà, o ancora a nel centro storico di Spoleto il settecentesco Palazzo Pianciani, piuttosto che, a Verona, una casa romana risalente al primo seclo avanti cristo venuta alla luce nella ristrutturazione della Banca Popolare di Verona di via Zambelli.