Scala, fra la Walkiria e la protesta

di Barbara Weisz

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Il mondo della cultura davanti al teatro contro i tagli della Finanziaria. E ci sono anche scontri fra studenti e polizia. La crisi entra alla Scala

Una prima all’insegna della sobrietà, hanno ripetuto un po’ tutti nei giorni scorsi. L’inaugurazione della stagione lirica della Scala di Milano, è quasi inutile ripeterlo, oltre ad essere un evento di primissimo piano nel panorama artistico e culturale internazionale, è anche uno specchio dei tempi. E quest’anno i tempi sono duri, viene da dire, vista la cronaca di questa pomeriggio di Sant’Ambrogio, che registra anche scontri fra studenti e polizia.

Ma partiamo con la protesta che era prevista, e si è regolarmente svolta, dei sindacati e del mondo della cultura contro i tagli della finanziaria al settore. «La cultura non è uno spreco, per un euro investito in cultura ne ricadono fra i 4 e i 12 sul territorio», spiegava un appassionato Moni Ovadia, arrivando in piazza della Scala. E ancora: «il Teatro della Scala a fronte dei 35 milioni di fondi di cui beneficia, ne rende 39 in tasse».

La cultura nutre e daà da mangiare a più di 550mila famiglie, il 2,8 della forza lavoro italiana, si legge nel volantino messo a punto dai lavratori dello spettacolo, che prosegue: «Lo Stato Italiano investe in Cultura solo lo 0,23% del bilancio mentre questo settore produce il 2,7% del Pil».

Prima dell’inizio della Walkiria di Wagner, cinque ore di opera che ha già incassato il largo consenso degli under 30 cui è stata riservata l’anterpima di sabato scorso, è stato il maestro Daniel Barenboim a intervenire contro i tagli alla cultura parlando dal palco. Ieri i sindacati hanno incontrato il sovrintendente, Stephane Lissner, oggi al termine del secondo atto è previsto un incontro fra i rappresentanti del teatro e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Dunque, una prima all’insegna della sobrietà, ma anche della crisi e della protesta. Che ha fatto anche registrare scontri fra studenti e forze dell’ordine, intorno alle 16, con una carica della polizia contro un centinaio di giovani per tenerli lontano dall’ingresso del teatro. Lacrimogeni, manganelli, un bilancio che vede un carabiniere e un funzionario della questura contusi. La situazione si è comunque calmata in tempi relativamente brevi.

Questa, dunque, la cronaca del pomeriggio fuori dalla Scala. Poi, a partire dalle cinque, il via alla musica, e alle cinque ore del Die Walkure di Richard Wagner, diretta da Daniel Barenboin per la regia di Guy Cassiers. Un’opera che quest’anno non viene seguita solo dal privilegiato pubblico della Scala, ma anche da oltre 9500 persone in 23 cinema della Lombardia e da coloro che sono riusciti a entrare in galleria, dove c’è un doppio maxischermo.

Una prima che ha voluto presentarsi anche all’insegna della sostenibilità. Il Teatro che nel 1883 è stato il primo in Europa a essere illuminato dall’energia elettrica, oggi è il primo in cui va in scena l’energia rinnovabile, che azzera l’intera emissione di CO2 generata dall’evento.

Una prima che, come da tradizione, è impreziosita dagli addobbi floreali predisposti da 40 fioristi dell’Associazione dettaglianti fiori e piante della pronvica di Milano, che si occupano dell’allestimento a titolo volontario da oltre vent’anni. Quest’anno, in omaggio a Wagner, sono stati scelti 3.500 garofani bianchi e verdi, 3mila rose bianche, 200 anthurium bianchi e verdi, 100 ortensie.

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