Pronto il fondo salva Stati per L’Europa

di Carlo Lavalle

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Diventa operativo il nuovo sistema anti-crisi per difendere la stabilità finanziaria in Europa.

Il Fondo salva Stati, altro nome più comune del Meccanismo europeo di stabilità (MES), è diventato alla fine operativo. In Lussemburgo, prima della riunione dell’Eurogruppo, si è tenuta la prima assemblea del comitato dei governatori del MES che ne sancisce la fondazione.

Tutti gli Stati membri diventano parte del Fondo salva Stati per effetto dell’adesione alla zona Euro. Il MES nasce per far fronte alle gravi minacce alla stabilità finanziaria dell’Unione europea e per fornire un sostegno sulla base di rigide condizioni commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. “Tali condizioni – si legge nel Trattato istitutivo – possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite”.

Gli Stati riceveranno, in caso di necessità, assistenza finanziaria per crisi di liquidità ma dovranno espressamente chiedere aiuto con l’apertura di una procedura formale negoziando, una volta accertato il rischio per la stabilità, un protocollo d’intesa rigoroso con le autorità europee e la consulenza del Fmi.

Il varo del Fondo rientra, inoltre, tra le iniziative indirizzate ad una maggiore integrazione tra i paesi della Moneta unica, obiettivo che comporta anche la costituzione di un bilancio comunitario per l’Eurozona.

Lo stock di capitale autorizzato del MES ammonta a 700 miliardi di euro. Dopo Germania e Francia, l’Italia è il terzo sottoscrittore del Fondo con il 17,9% delle azioni e un impegno pari a circa 14 miliardi per gli anni 2012-2014.

Al MES è attribuito il potere di raccogliere fondi con l’emissione di strumenti finanziari o la conclusione di intese o accordi finanziari o di altro tipo con i propri membri, istituzioni finanziarie o terzi. Il fondo avrà a disposizione una piena capacità di prestito soltanto entro il 2014 e dovrebbe poter raccogliere 200 miliardi già nel 2012.

Secondo Jean Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, il nuovo sistema rappresenta una “pietra miliare del firewall europeo e parte integrante della strategia globale per assicurare stabilità finanziaria alla zona Euro”.