Il Gotha dell’economia a Trento

di Anna Nosari

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Bilancio positivo per la sesta edizione del Festival dell'Economia appena concluso: grandi nomi per un fittissimo programma di incontri.

Gran finale per il Festival dell’Economia di Trento, con un incontro da tutto esaurito: protagonista, molto applaudito, è stato Zigmunt Bauman, il noto sociologo di origini polacche noto per avere teorizzato la “società liquida”. Introdotto dall’editore Giuseppe Laterza, ha parlato del mercato, del consumismo, della consapevolezza che le risorse del pianeta non sono infinite e che non sarà possibile continuare semplicemente ad accrescere la produzione e il consumo. Un vero bagno di folla, con centinaia di persone in fila fin dal primo pomeriggio per non perdere l’occasione di ascoltare le riflessioni di Bauman.

Dopo una speciale anteprima napoletana, caratterizzata dall’incontro con il premio Nobel Amartya Sen, la kermesse dedicata all’economia ha aperto i battenti nel capoluogo trentino il 2 giugno, con un ricordo dedicato a Tomaso Padoa Schioppa, per poi concludersi, dopo una fittissima serie di appuntamenti di grande rilievo, domenica 5 giugno.

Economisti, sociologi, ricercatori, studiosi di varie discipline provenienti da ogni parte del mondo si sono confrontati su “I confini della libertà economica“.

Da Dani Rodrik, professore di Economia politica internazionale alla John F. Kennedy School of Government presso l’Università di Harvard, a Renate Salecl, docente alla London School of Economics, ai giornalisti Federico Rampini e Nadia Urbinati a Tito Boeri, Anna Maria Taranta, Corrado Passera, Loretta Napoleoni, Gian Carlo Caselli, Susanna Camusso: sono solo alcuni dei nomi dei tanti protagonisti di quattro giorni interamente dedicati all’economia.

Moltissimi ed estremamente vari gli argomenti toccati, dai temi del lavoro e delle prospettive occupazionali alle questioni oggetto dei prossimi referendum, dalla privatizzazione dell’acqua alle infrastrutture, dall’area mediterranea alla Cina, dal caso Parmalat agli investimenti, dai finanziamenti alla legalità, dalla globalizzazione all’immigrazione, fino alla crisi mondiale.

Per la sesta volta Trento è tornata ad essere il teatro del dibattito internazionale con temi di grandissima attualità. Sono stati quasi ottanta gli appuntamenti, divisi fra programma centrale e ed eventi collaterali.

Quasi duecento i relatori e tantissime le persone che hanno seguito con attenzione e partecipazione i diversi dibattiti, sia sul posto che attraverso il sito e la web tv:  nel primo giorno del Festival gli accessi al sito web sono stati oltre 370.000, che sono diventati il giorno dopo 425.000, mentre sabato sono stati contabilizzati 830 mila accessi.  Per quanto riguarda invece la web tv, gli accessi sono stati oltre 600.000 nella sola giornata di sabato. 

Un bilancio decisamente positivo, come hanno sottolineato il direttore scientifico Tito Boeri e il presidente Lorenzo Dellai, che ha fornito alcune anticipazioni per il 2012: «Ci interessa fare reti di collaborazione, proseguire l’impegno che abbiamo preso lo scorso anno con Saviano e che abbiamo onorato il 28 maggio con l’appuntamento a Napoli. Vogliamo portare anche il prossimo anno il Festival non solo a Napoli, ma in un’altra città del Sud, ma vogliamo anche cercare di portare il nostro Festival, che è già internazionale per la presenza di personaggi di rilievo mondiale, in alcune realtà non europee, in paesi emergenti».

Tra i nomi annunciati quello del presidente Giorgio Napolitano, che quest’anno ha concesso il suo alto patrocinio, mentre sul fronte organizzativo il Festival allargherà i propri confini temporali, con appuntamenti di raccordo tra un’edizione e l’altra.

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