Manovra finanziaria bis, conto alla rovescia

di Barbara Weisz

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Girandola di vertici oggi per definire i nuovi emendamenti, dopo che ieri è saltata la norma sulle pensioni. Stretta sulla lotta all'evasione.

La manovra bis ha cambiato volto svariate volte nel giro di pochi giorni e le ultime ore continuano ad essere convulse. Dopo che ieri è saltata la norma sulle pensioni, il problema è quello di trovare una copertura finanziaria alternativa per il miliardo e mezzo mancante. Le ipotesi sul tavolo: recupero dell’evasione e aumento dell’Iva. La giornata di oggi, che dovrebbe terminare con la presentazione definitiva di un maxi-emendamento, è stata un susseguirsi di vertici.

In mattinata era previsto Consiglio dei Ministri, al quale fra l’altro non ha partecipato il titolare dell’Economia, Giulio Tremonti, impegnato in Via Settembre nella definizione della manovra finanziaria. Nel primo pomeriggio era attesa la presentazione alla Commissione in Seanto, appuntamento che è slittato lasciando spazio a un vertice nell’ufficio del presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, a cui hanno partecipato lo stesso Tremonti, il sottosegretario Luigi Casero e il relatore Antonio Azzollini e poi ancora a un mini-vertice di maggioranza nell’ufficio del vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello.

A presentare il pacchetto completo degli emendamenti, così come saranno definiti al termine della guarandola di appuntamenti odierni, sarà il ministro Tremonti, dopo le 17.

Secondo quanto si apprende, ci sarebbe un emendamento sull’inasprimento alla lotta all’evasione, dal quale arriverebbe un importo pari a quello precedentemente previsto per il contributo di solidarietà sui redditi superiori ai 90mila euro: quindi, dovrebbe trattarsi di 3,8 miliardi. Confermata anche la riduzione dei tagli agli enti locali, per un cifra pari a 1,8 miliardi, e anche in questo caso sembra che la compensazione sul fronte della copertura arriverebbe dalla lotta all’evasione.

Da sottolineare che la giornata è stata caratterizzata anche da una girandola di incontri fra i rappresentanti di regioni, province e comuni e il governo, con gli enti locali che hanno messo sul piatto tutte le critiche nei confronti di una manovra che ritengono penalizzante per le rispettive amministrazioni.

Nel corso della giornata si sono anche rincorse voci su un possibile aumento dell’Iva, ipotesi che invece dopo il vertice di lunedì sera ad Arcore sembrava essere stata accantonata. Ne ha parlato lo stesso premier, Silvio Berlusconi, rilasciando un’intervsita al Tempo, riferendosi a un possibile incremento di un punto dal 20 al 21%.

Ma non ci sono certezze. Il miliardo e mezzo che manca dopo l’eminazine della norma sulle pensioni, che cancellava la possibilità di riscattare ai fini dell’età pensionabile gli anni della laurea e del servizio militare, e che è stata ritirata ieri dopo contestazioni arrivate da parti sociali e società civile, potrebbe anch’esso essere compensato con misure anti evasione.

Berlusconi ha precisato che l’Esecutivo non ha timori sulla copertura della manovra: «Ci stiamo lavorando e siamo sicuri di far bene».

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