La crisi “declassa” anche le imprese

di Massimiliano Santoro

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Rispetto al 2009 sono 45mila in più le imprese, tra società di capitale e cooperative, con un giro d'affari dichiarato al di sotto dei 250mila Euro.

Il peggioramento dei parametri socio-economici dell’Italia non hanno risparmiato nessuno. Se è vero, come attestato recentemente dal Rapporto Annuale Istat, che l’economia italiana è tornata indietro di dieci anni, una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese ha messo in evidenza anche come dal 2009 ad oggi sono cresciute di 45mila unità le imprese, tra società di capitale e cooperative, e quindi tenute a depositare un bilancio annuale, dichiaranti un giro d’affari inferiore ai 250mila euro.

Due anni fa erano il 44,2% del totale delle società in piena attività e che depositavano un bilancio annuale, nel 2011 hanno raggiunto quota 47,1% pari complessivamente a circa 375mila unità societarie. Parallelamente alla crescita della percentuale di società di capitale e cooperative con un giro d’affari inferiore ai 250mila euro, sono diminuite quelle con un business superiore ai 50 milioni di euro passando dallo 0,7% del 2009 allo 0,6% del totale nel 2011.

Dal punto di vista geografico, ad essere maggiormente colpite sono state le imprese del Centro-Nord. Infatti, l’elaborazione della Camera di Commercio di Monza e Brianza tenendo conto dell’insieme delle due variazioni percentuali ha messo in risalto come siano state Ferrara, Vicenza, Brescia, Modena, Reggio Emilia, Verona, Mantova, Rovigo, Bologna e Cremona le località in cui complessivamente si sono registrati maggiormente i due fenomeni specificando che Milano e Monza e Brianza sono, rispettivamente, al 25esimo e 17esimo posto di questa classifica generale decrescente.

Tra il Nord e il Sud del Paese è diviso, invece, il vertice geografico della classifica parziale per fascia. I territori che hanno fatto registrare, tra il secondo trimestre 2009 e lo stesso periodo del 2011, un maggior incremento delle imprese con giro d’affari inferiore ai 250mila euro sono quelli di Crotone e Treviso con  un +5,3%, seguite da quelle di Asti (+5,2%), Isernia (+5%), Vicenza (+4,9%), Modena e Ferrara (+4,7%), Alessandria ed Ancona (+4,3%) e Bologna e Verona (+4,2%). Il maggiore decremento di imprese, tra società di capitale e cooperative, attive e depositanti i bilanci con un giro d’affari superiore ai 50 milioni di euro è stato registrato a Brescia (-0,35%), Biella (-0,32%), Mantova, Piacenza e Cremona (-0,27%), Reggio Emilia (-0,26%), Bergamo e Ferrara (-0,25%) e Livorno, Bolzano e Verona (-0,24%).

Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza che recentemente ha predisposto una serie di misure finanziarie per lo sviluppo delle imprese per oltre due milioni di euro, ha sottolineato che “In questo momento di difficoltà  bisogna stringere i denti e assecondare quei pochi e timidi segnali di ripresa che vengono dal sistema imprenditoriale. Per questo credo sia necessario promuovere e incentivare gli interventi mirati a sostenere in primo luogo l’occupazione, insieme a quelli indirizzati alla creazione, alla formazione e all’assistenza di nuovi percorsi di impresa”.

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