Ue: in Italia i conti sono ok, ma il lavoro…

di Carlo Lavalle

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Per la Commissione europea bene Monti su finanza pubblica ma preoccupano ritardi strutturali e occupazione.

La Commissione europea promuove l’ambizioso piano del governo italiano impegnato nel risanamento dei conti pubblici ma contemporaneamente sottolinea la difficile situazione di recessione economica insieme all’allarme sull’occupazione.

Questo in estrema sintesi il contenuto delle raccomandazioni formulate dall’organismo Ue il 30 maggio, nell’ambito di un pacchetto relativo ai diversi Stati membri, che dovrebbero essere approvate dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno e adottate formalmente dal Consiglio a luglio.

L’Italia per la Commissione deve fronteggiare una doppia sfida: quella di un debito pubblico molto elevato e di una persistente debolezza della crescita. Questioni precedenti alla crisi finanziaria globale che spiegano in gran parte le riserve degli investitori nei confronti della sostenibilità del debito pubblico italiano in un contesto caratterizzato da un’elevata avversione al rischio.

Ad ogni modo il programma del governo Monti avviato negli ultimi mesi per assicurare il risanamento delle finanze pubbliche e affrontare le carenze strutturali dell’Italia è, a giudizio dei commissari europei, di ampia portata riguardando numerosi settori, tra cui la fiscalità, le pensioni, la concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi, il contesto imprenditoriale, l’efficienza della pubblica amministrazione e, più recentemente, il mercato del lavoro.

Nel 2012 la Commissione europea prevede che l’attività economica dell’Italia subisca una contrazione dell’1,4%, prima di una graduale ripresa nel 2013.

In questo quadro preoccupa la poca partecipazione al mercato del lavoro e il basso livello di occupazione, specialmente tra giovani, donne e lavoratori più anziani. Il tasso di disoccupazione dovrebbe aumentare ulteriormente, arrivando al 9,5% quest’anno e al 9,7% nel 2013.