Istat, stabili le imprese, calano gli occupati

di Andrea Barbieri Carones

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L'Istat ha reso noto che nel 2010 il numero delle imprese è sostanzialmente stabile rispetto al 2009 (-0,2%) mentre sono in calo gli occupati (-2,5%).

L’Istat ha reso noto che tra il 2009  il 2010 il numero delle imprese registrate in Italia ha subito un leggero calo (-0,2%) mentre gli occupati sono diminuiti di un più importante 2,5%. Il report che l’istituto nazionale di statistica ha fatto per il 2010 mostra che le aziende attive nell’industria e nei servizi erano poco meno di 4,5 milioni e occupavano complessivamente circa 17 milioni di persone.

Il Paese si conferma come terra di società poco strutturate, visto che il 95% delle imprese registrate ha meno di 10 addetti, che rappresentano però il 47% dell’occupazione totale nazionale. Ci sono poi le imprese formate dal solo imprenditore e dai suoi soci (o comunque senza dipendenti), che con 3 milioni di unità rappresentano il 65,4% del totale.

I dati dell’Istat mostrano anche che gli addetti sono concentrati nel settore manifatturiero (23% del totale), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (20%) e nelle costruzioni (10%).

In quanto alla forma giuridica delle aziende, quasi due terzi di esse sono individuali e coinvolgono il 26% degli occupati; le altre adottano, nel 17,5% dei casi, la forma giuridica di società di persone, nel 17% quella di società di capitali, mentre il restante 1,2% è costituito da società cooperative.

Nel 2010, sempre in rapporto al 2009, si è assistito a un notevole cambio nella settore di appartenenza delle imprese: nell’industria aumenta il comparto delle utilities, ossia le aziende che forniscono energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (+36,8% le imprese e +1,5% l’occupazione) e di fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (+2,9% le imprese e +1% l’occupazione). Si rileva, invece, una diminuzione delle imprese e dell’occupazione nelle attività estrattive (rispettivamente -1,9% e -3,8%) e in quelle manifatturiere (-2,8% e -4,9%).

Nelle costruzioni la diminuzione delle imprese e dell’occupazione è consistente (rispettivamente -2,5% e -6,2%). In leggera ripresa appare il settore dei servizi, con un lieve aumento generalizzato del numero delle società, ad eccezione del settore del trasporto e magazzinaggio (-1,6%), dei servizi di informazione e comunicazione (-1,5%) e del commercio all’ingrosso e al dettaglio (-0,9%). La contrazione dell’occupazione nei servizi è meno accentuata di quella registrata nell’industria e in leggera ripresa nella sanità e assistenza sociale (+3,3%) e nelle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+2,5%), dove si registra la rapida espansione delle attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco (+16%).

Si riducono le imprese individuali (-1%) e le società di persone (-0,9%), mentre crescono le società cooperative (+3,1% le imprese e +2,7% l’occupazione) e le società di capitali (+3%) rispetto al 2009, ma il loro incremento si accompagna ad una contrazione di oltre 68 mila addetti (-0,8%).

Per quanto riguarda la geografia delle imprese, è in lieve flessione il loro numero nel Sud e nelle Isole (rispettivamente, -0,4% e -0,8% rispetto al 2009).

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