Tasse sui grandi patrimoni come ricetta anti crisi

di Floriana Giambarresi

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Contro la crisi economica italiana ci vorrebbe una tassa sui grandi patrimoni delle famiglie tricolore: ecco la proposta di Nicola Cacace.

La ricchezza netta delle famiglie italiane è tra le più alte al mondo ed è anche molto concentrata, dato che è il 10% delle stesse a detenere quasi la metà della ricchezza totale. Una tassa applicata a queste famiglie consentirebbe all’Italia di uscire dalla crisi economica.

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Tale contributo di cui si legge sull’Unità sarebbe mediamente quantificabile in 4000 euro per famiglia ricca; attualmente l’Italia è al secondo posto, dietro solo al Giappone, tra i paesi del G20 per quanto riguarda la ricchezza delle famiglie e si è piazzata davanti a Stati Uniti, Germania, Francia e Gran Bretagna. 

Per realizzare una finanziaria etica sarebbe dunque utile tassare una tantum i patrimoni delle 2 milioni di famiglie più ricche d’Italia. La proposta è dell’economista Nicola Cacace, il quale crede che sarebbe più giusto e utile invitare chi può, economicamente, a uscire dalla crisi.

Anche Pier Luigi Bersani è intervenuto sull’argomento tasse durante una recente intervista rilasciata a Ballarò, durante la quale ha spiegato di voler cancellare tutte le leggi ad personam e dove ha toccato altri temi come fisco e attualità politica.

«Se la spesa sarà sotto controllo ogni euro recuperato può andare alla riduzione delle tasse, soprattutto quelle sul lavoro», ha spiegato Bersani, diramando anche qualche parola circa l’Imu: «io vorrei una progressività maggiore alzando la detrazione per i piú deboli intorno ai 500 euro. Nel prossimo anno non saremo in condizione di ridurre le entrate dell’Imu ma potremmo fare un riequilibrio caricando sui possessori di grandi patrimoni immobiliari. Immagino che a fronte di una detrazione del 5% dobbiamo caricare con un’imposta personale sui detentori di grandi patrimoni immobiliari dal valore catastale di 1,3-1,5 milioni».