Mancata retribuzione

di Francesca Vinciarelli

scritto il

Tra i tanti problemi sul lavoro, si trova anche una retribuzione mancata, ecco allora come comportarsi e come tutelarsi.

Il lavoro è faticoso e stressante ma viene ripagato dallo stipendio a fine mese. Ma se ciò non accade come bisogna comportarsi con il proprio datore di lavoro. In primis bisogna ricordarsi di non partire subito in quarta, l’avvocato è una soluzione valida ma alcune volte si può anche aspettare, in alcuni casi un semplice sollecito inviato per iscritto dal dipendente al proprio datore di lavoro, potrebbe risolvere la situazione più velocemente e con minori complicazioni.

=> Mi aumenta lo stipendio? 

In secondo luogo bisogna ricordare di non firmare la busta paga “per quietanza” se lo stipendio non viene versato. Se viene firmata anche la quietanza il dipendete riconosce di aver ricevuto il pagamento, ma se ciò poi non accade, la tutela in tribunale sarebbe più lunga e complicata. Il dipendente può anche rivolgersi alla Direzione Territoriale del Lavoro, il primo passo è quello di chiedere un tentativo di conciliazione facoltativo presso la relativa commissione. Dopodiché la Commissione comunicherà alle parti la data di udienza dove successivamente le parti verranno stimolate a trovare un accordo. Un’altro procedimento da parte del dipendente è quello di chiedere alla Direzione Territoriale del Lavoro una conciliazione monocratica. Simile al procedimento precedente ma in caso di fallimento gli ispettori del lavoro verificheranno presso la sede del datore di lavoro se quest’ultimo abbia violato le norme di lavoro e dei contributi. L’eventuale violazione potrebbe portare a sanzioni particolarmente severe e alte.

=> Aumento busta paga con il TRF 

Se tutti i procedimenti elencati prima siano finiti in maniera negativa si può passare a fare causa all’azienda il dipendente deve possedere una prova scritta del proprio credito, cioè la busta paga non quietanzata, chiedendo ad un avvocato di presentare ricorso per decreto ingiuntivo. Il procedimento dura dai tre ai sei mesi, senza essere chiamati davanti al giudice. Il tribunale con i documenti ricevuti invia un ordine di pagamento nei confronti del datore di lavoro. Successivamente il datore di lavoro avrà 40 giorni dalla notifica del decreto per decidere se pagare, se non pagare subendo un’esecuzione forzata o infine può decidere se presentare opposizione.