Amianto rischio licenziamento

di Francesca Vinciarelli

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La perizia sbagliata sul controllo dell'amianto porta al licenziamento, ecco tutti i dettagli.

Tutte le figure professionali che si trovano all’interno delle aziende hanno dei compiti fondamentali, dai dirigenti fino agli impiegati.

Mettere in sicurezza ii lavoratori dai rischi

I dirigenti devono assicurare ai lavoratori la massima sicureza durante lo svolgimento del proprio impiego, questo riguarda tutti i componenti presenti nell’ambiente lavorativo che vanno ad interagire in un modo o nell’altro con la salute dei lavoratori. Ovviamente ogni lavoro ha diverse esigenze se si parla di lavoratori davanti al pc si tratterà di sedie, scrivanie e computer adeguati, se si parla di lavori più manuali si tratterà di macchinari e abbigliamento per salvaguardare la sicurezza.

Sicurezza al lavoro

Ma oltre i mezzi che riguardano lo svolgimento del lavoro ci sono degli elementi essenziali che il dirigente di un’azienda deve controllare, tutto ciò riguarda anche lo stato della struttura dove i lavoratori si trovano a svolgere i propri compiti. In questo caso specifico si parla della presenza dell’amianto e dei controlli necessari che devono tutelare i lavoratori da eventuali rischi, si parla di un composto chimico che ha la capacità di rilasciare fibre potenzialmente inalabili e molto dannose per la saluta dell’uomo. Il controllo riguardante tale presenza deve essere scrupoloso e reale in caso contrario i rischi possono diventare del dirigente.

La sicurezza digitale

Nel caso specifico dell’amianto un controllo con false dichiarazioni può portare al licenziamento, nello specifico la Corte di Cassazione ha confermato la liceità del provvedimento espulsivo adottato da un’azienda nei confronti di un dirigente che aveva proposto un onerosa bonifica di uno stabilimento produttivo dall’amianto, laddove nella relazione consegnata ai vertici aziendali venivano indicate concentrazioni di materiali pericolosi ben diverse dalla realtà. Nella Sentenza n. 24450 del 30 novembre 2016 i giudici della Corte Suprema ritengono corretto l’operato dell’azienda nel sostenere il venir meno del rapporto fiduciario tra la stessa e il dirigente in questione, per aver operato con negligenza.

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