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Palermo, Edenred: profili ibridi per i talenti del futuro

di Alessio Nisi

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Al Campus Party, Luca Palermo (CEO Edenred) ci spiega gli stretti legami tra digital transformation e nuove competenze per il futuro dei giovani innovatori e delle imprese.

“Quale futuro per i giovani innovatori italiani? Chiedetelo a loro”. Se potessimo partire da un titolo per raccontare che cosa ha detto Luca Palermo, CEO di Edenred (big dei ticket restaurant e piattaforma che connette oltre 50 milioni di utenti nel mondo, dai servizi per le imprese fino alla mobilità), a Campus Party Italia 2019, questo sarebbe quello giusto.

Non è solo una questione nominale: lo speech a cui ha partecipato assieme a Corrado Passera, CEO di illimity, indicava convintamente questa direzione.

Essere al Campus è un’opportunità eccezionale per incontrare nuovi talenti e fare emergere importanti spunti e stimoli per il futuro.

Scendere dal palco e fare insieme

Dal “fare business con la community” all’ascolto dei bisogni e delle necessità reali, dalla prototipazione fino alla messa a punto di un progetto di impresa. La co-creazione è stato un po’ il leitmotiv del talk. Il segreto? Tenere insieme componenti provenienti da mondi diversi. Come ha sottolineato Palermo:

Un’azienda che ha fatto bene e che ha una tradizione, deve avere il coraggio di continuare a confrontarsi con il mondo esterno e con i bisogni reali e trasformare il modo in cui offri un determinato servizio.

Ascoltare i clienti

Palermo ha ricordato in particolare il caso Edenred. «Noi – ha raccontato – eravamo quelli dei fogliettini per andare a pranzo, i ticket restaurant, oggi però che cos’è Edenred? È una piattaforma che ha messo insieme 50 milioni di user. E lo ha fatto rispondendo ai bisogni del mondo del lavoro che cambia».

Le risposte? Sono figlie della capacità di ascoltare i nostri clienti.

Competenze ibride

A Campus Party, Palermo ha ribadito la necessità di un percorso che metta a frutto, in una stessa persona e nello stesso team, competenze ibride: da una parte skills verticali e iperspecialistiche, dall’altra talenti formati sulla filosofia e l’intelligenza emotiva.

Non possiamo più rinunciare all’intelligenza emotiva.

In fatto di competenze, sia per chi assume che per chi lavora, la sfida è tra “personalità che si mettono in gioco, riescono a leggere il contesto velocemente, portano a terra i progetti, scalando e sperimentando», con un mix di «intelligenza emotiva singola e collettiva».

Intelligenza emotiva

«Credo che la tecnologia non sia importante – ha detto Palermo – ma è importante quello che vuoi offrire al cliente finale. La tecnologia è quella cosa che abilita e che rende tutto più facile: la digital transformation è esattamente questo”.

«Dobbiamo capire cosa vogliono i ragazzi. Serve parlare con loro, stare qui e confrontarci. È l’unico modo. Diversamente dalla mia generazione, che aveva un po’ la pancia piena, questa ha capito che si deve dar da fare. E’ una grande differenza. Questi ragazzi sanno che devono creare continuamente. Potenzialmente sono come i baby-boomers degli anni Cinquanta. Io credo molto in loro».

I lavori del futuro

Dunque, l’importanza della formazione: è essenziale contribuire a formare i giovani alle nuove competenze digitali che daranno accesso alle professioni del futuro.  Solo un dato: secondo i dati di una ricerca presentata nel corso del talk ed orientata a identificare i “mestieri” del futuro, le prime due professioni saranno l’esperto di Intelligenza Artificiale (per il 40% degli italiani) e l’esperto di Cybersecurity (per il 34%).

Questa convinzione è particolarmente radicata negli Under 24 che includono anche i big data tra i più importanti ambiti di specializzazione professionale (per il 30% dei giovani).

«Scegliete settori che stanno cambiando: è il momento della grande opportunità».