INPS, ad aprile cassa integrazione in calo

di Andrea Barbieri Carones

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Ad aprile calano le ore di cassa integrazione mentre rimangono stabili considerando il primo quadrimestre; i dati sono stati resi noti dall'INPS.

In un suo comunicato, l’INPS ha reso noto che ad aprile sono calate del 13,6% le ore di cassa integrazione autorizzate presso le aziende italiane. La percentuale, paragonata a marzo, significa che dalle 99,7 milioni di ore di 2 mesi fa si è scesi a 86,2 milioni. La riduzione è anche relativa allo stesso periodo dello scorso anno, quando le ore furono 91,1 milioni.

I dati dell’istituto indicano anche che considerando i primi 4 mesi del 2012 le ore di cig sono state sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Secondo il presidente Inps, Antonio Mastropasqua, la diminuzione di aprile non sorprende dato che è un dato ciclico: “A riprova di questo c’è il fatto che il primo quadrimestre è rimasto invariato, segno che l’economia italiana non è ancora uscita dalla crisi”.

Considerando i diversi tipi di cassa integrazione, si nota che quella ordinaria ha fatto un notevole balzo in avanti rispetto ad aprile 2011, passando da 19,2 fino a 27,2 milioni di ore con un incremento quindi del 41,5% soprattutto a causa delle difficoltà del settore industriale dove l’aumento è stato leggermente superiore al 50%, mentre nel settore edile il balzo è stato contenuto al 20%. Ma ad aprile è andata un po’ meglio rispetto al mese di marzo, quando le ore di cassa integrazione ordinaria furono 28,4 milioni.

Se la Cigo è aumentata, la Cigs di aprile è diminuita sia in confronto a marzo sia in confronto allo stesso mese del 2011: nel primo caso il calo è stato dell’11,3% (da 33,7 milioni a 29,9 milioni) mentre nel secondo caso la diminuzione è stata del 27,7%, quando fuorono autorizzate 41,4 milioni di ore di cassa integrazione straordinaria.

Parlando invece di lavoro e di mobilità, il mese di marzo non è stato positivo con un aumento di un migliaio di domande (da 79 a 80mila) di disoccupazione e una diminuzione di quelle di mobilità, che sono passato dalle 10mila di marzo 2011 alle 8700 di  marzo 2012.