Concorso Dirigenti scolastici 2015 i punti critici del Decreto

di Francesca Vinciarelli

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I punti deboli del concorso per diventare Dirigenti scolastici nel 2015, a partire dalla svalutazione dei titoli culturali.

Qualche problema di tempistica per il concorso per diventare dirigenti scolastici nel 2015, dato che per legge il bando del nuovo concorso sarebbe dovuto essere pubblicato entro dicembre 2014. Questa data, però, non è stata evidentemente rispettata, ma ciò che fa rimanere perplessi è il sovrapporsi del vecchio e il nuovo concorso, dato che le fasi finali del 2015 si andranno a scontrare con l’inizio di quello del 2016.

=> Concorso dirigenti scolastici entro marzo 2015

Titoli culturali svalutati

Ma parliamo delle novità effettive di questo concorso, non sempre positive. Ricordiamo che i titoli culturali saranno valutati soltanto per i concorrenti che avranno superato la fase concorsuale e saranno distribuiti, metà di servizio e metà titoli culturali per un massimo di 20 punti. Secondo l’ANP non è corretto il peso attribuito ai titoli rispetto al totale dei punti disponibili. Il precedente regolamento prevedeva 30/120, rispetto 20/320 punti previsti per il concorso del 2015. Troppo pochi secondo il sindacato:

«Per questa via, – ha scritto l’ANP – si svuota di significato sostanziale la previsione di legge che aveva inteso riconoscere una rilevanza sostanziale ad alcuni titoli culturali di particolare natura».

=> Il corso-concorso per dirigenti scolastici 2015

Troppi passaggi valutativi

Altri due elementi che non convincono l’ANP sono i troppi passaggi valutativi e i contenuti delle prove. Gli elementi che non convincono dei passaggi valutativi si dividono in due:

  1. percorso ancor più impegnativo che per il passato;
  2. moltiplicazione dei punti di attacco per il contenzioso, che comporta rischi connessi per la tenuta della stessa procedura che ha uno dei suoi cardini nella regolare periodicità annuale del reclutamento.

Contenuti delle prove

Ed infine analizziamo i contenuti delle prove. Per quanto riguarda l’ANP l’errore è di aver assegnato prove tutte dello stesso contenuto, differenziandole solo per le modalità di svolgimento (test, saggio, quesiti a risposta aperta, colloquio). Aggiunge il sindacato sostenendo che:

“Sarebbe apparso più convincente che ad ogni prova corrispondesse l’accertamento di una specifica competenza (e cioè un fine) e non solo una diversa tecnica di accertamento (e cioè uno strumento)”.