Sherlock Holmes, brand trasformato in azienda

di Liliana Adamo

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Regno Unito: Sherlock Holmes è diventato un business nel campo dell'intrattenimento, del turismo e del tempo libero che fattura milioni di euro.

Sherlock Holmes, il detective “old british” di Baker Street, nato dalla creazione fantastica di Sir Arthur Doyle, ex medico scozzese, corrispondente di guerra dal Sudafrica, si è trasformato in un investimento multimilionario per lo showbiz londinese. Dai racconti mistery del primo Novecento la rilettura di Sherlock Holmes passa attraverso una produzione cinematografica, un serial televisivo, vari best seller, un videogioco, fino a diventare attrazione turistica, al punto che il quotidiano inglese “Independent” lo rinomina “Sherlock Inc.” come una grande impresa da “entertainment”.

Dopo il successo del piccolo mago di J. K. Rowling, quell’Henri Potter campione d’incassi, entra in lizza il film di Natale, “Sherlock Holmes: a game of shadows”, sequel della fortunata versione datata 2009 con Robert Downey nel ruolo del detective e Jude Law, in quello dell’impareggiabile dottor Watson. I 400 milioni d’introiti (20 solo in Italia) saranno quasi raddoppiati nel 2012 con previsioni record, considerando che la macchina dello showbiz lancerà prodotti e gadget extra.

La lunga lista consiste in un videogioco ispirato al film, una mini-serie televisiva trasmessa dalla Bbc, in onda dalla notte di Capodanno (la prima è stata seguita da nove milioni di telespettatori e tradotta in varie lingue), un libro scritto da Antony Horowitz –“The House of Silk: the new Sherlock Holmes” – già best seller, che ha suscitato l’interesse alle traduzioni in mezzo mondo. Nella visione di Horowitz, la storia è ripresa da dove Conan Doyle l’aveva lasciata, una sorta di rivisitazione moderna per un “James Bond” ante litteram che decreterà nuovi successi.

Come per Henry Potter, anche in questo caso l’editoria fa la parte del leone. Un altro volume (sempre firmato da Horowitz) è di prossima pubblicazione, mentre una raccolta d’autori vari, “A study in Sherlock” riesamina il lato eclettico di un’icona senza tempo, modello del passato, super eroe negli anni duemila, con un unico comun denominatore, quell’Elementary, my dear Watson!

Per un pubblico più giovane sarà stampata la serie intitolata “The young Sherlock Holmes”, dove lo s’immagina ragazzo alle prese con eventi apparentemente inspiegabili ma meno cruenti dei molti che risolverà da adulto. Quattro di queste selezioni sono pronte per la distribuzione, una quinta è attesa nei primi mesi del 2012.

E, per i turisti a spasso per Londra, l’inventiva dello showbiz non pone limiti: creati ad hoc i “walking tour”, passeggiate alla scoperta di strade, pub e locations che richiamano le avventure di Holmes. I partecipanti, aumentati del 100% rispetto all’anno scorso, partono, inevitabilmente, da Baker Street 221b, dove ha sede lo Sherlock Holmes Museum, domicilio in cui Conan Doyle, ubicò il detective e il suo assistente. Ogni pomeriggio alle cinque, il giro prevede una sosta per un tè alla “Sherlock Holmes”, al costo di 6 sterline e 95 pence. Decisamente più caro soggiornare nella suite dell’elegante Langham Hotel, cui è stato assegnato il nome dell’autore; 595 sterline per notte.