Influencer: tutto quello che c’è da sapere prima di assoldarne uno

di Laura Caracciolo

9 Giugno 2025 16:25

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Gli influencer possono aumentare la visibilità di brand e professionisti. Tuttavia, prima di assumerne uno, è necessario conoscere alcuni dettagli: ecco quali.

Aziende e professionisti che intendono portare il proprio digital marketing a un livello superiore, spesso e volentieri meditano di rivolgersi a uno o più influencer. Effettivamente, gli effetti benefici che queste figure possono apportare alla visibilità sono indubbi. Soprattutto quelli più famosi vantano una fanbase solida, un numero enorme di follower e, se scelti nella propria nicchia di appartenenza, possono apportare nuove opportunità di guadagno, oltre che di visualizzazioni e miglioramento delle vanity metrics del brand sui social.

È per tutte queste ragioni che anche i brand di piccole dimensioni, in caso di budget pubblicitario sufficiente, decidono di contattare uno o più influencer per instaurare una collaborazione. Eppure, prima di iniziare a collaborare con influencer e content creator, è bene conoscere alcuni dettagli su contratti e obblighi da rispettare. Vediamoli tutti.

Influencer: una definizione

Il significato del termine “influencer” è ormai noto praticamente a tutti. Con questo termine anglofono indichiamo un soggetto che possiede un profilo sui maggiori social media e che vanta un seguito molto elevato.

Questo termine deriva dal fatto che questi personaggi, in ragione della loro enorme fama, possono influenzare i followers. Un’influenza che spesso si estende alle decisioni di acquisto dei consumatori. I followers degli influencer, infatti, spesso effettuano acquisti basandosi su consigli e post degli influencer.

Esiste poi sui social una categoria simile per certi aspetti, ma differente: quella dei content creator.

I creatori di contenuti si occupano, come lascia intendere il termine stesso, di produrre post sui social per parlare di un determinato argomento, ma anche di prodotti e servizi.

La principale differenza tra queste due categorie è che, generalmente, i content creator si dedicano alla produzione di contenuti di qualità.

Gli influencer, invece, si concentrano maggiormente sull’attività di influenza delle opinioni del pubblico.

Sebbene di solito questa categoria abbia una influenza inferiore sul pubblico, anche i content creator possono aiutare aziende e professionisti a ottenere visibilità.

Le diverse tipologie di contratto influencer – brand

Quando un’impresa decide di assoldare un influencer, può optare per diverse tipologie di contratto.

La forma più comune di contratto tra influencer e brand è quella di tipo commerciale. In questo caso, l’azienda si impegna a garantire un compenso fisso al professionista dei social. All’interno del contratto è possibile anche stabilire la durata della collaborazione e i contenuti che l’influencer si impegna a pubblicare, specificandone numero e tipologia.

Questa non è comunque l’unica tipologia di collaborazione possibile. L’influencer potrebbe accettare anche un contratto di affiliazione.

In questo caso, al professionista dei social dovrà essere corrisposta una percentuale sulle vendite generate dalla sua attività di promozione.

Gli obblighi sulle sponsorizzazioni

Una volta avviata la collaborazione con uno o più influencer, qualunque sia la tipologia di contratto pattuito, è fondamentale rispettare la normativa italiana in merito alle sponsorizzazioni.

Ricordiamo innanzitutto che un post frutto di una collaborazione tra brand e influencer deve essere contrassegnato come sponsorizzato. Il pubblico deve cioè sapere che l’influencer non sta esprimendo la propria opinione genuina, ma che riceverà un compenso per aver pubblicato quel contenuto.

Se un contenuto sponsorizzato non viene segnalato adeguatamente, si rischiano problemi legali per pubblicità occulta.

Inoltre, anche se di solito la responsabilità legale di post e contenuti è in capo all’influencer, in caso di problemi anche l’azienda o il professionista può incorrere in problemi giuridici.

Se, per esempio, il creatore del contenuto pubblica informazioni non veritiere, può ricevere sanzioni. In questi casi, anche se il brand dovesse non dovesse risultare direttamente coinvolto, ne uscirebbe compromesso in termini di danno d’immagine.

Questi rischi, in ogni caso, si possono evitare rivolgendosi esclusivamente a influencer e content creator professionisti e affidabili.

Inoltre, l’azienda o il professionista dovrebbe monitorare tutte le pubblicazioni che riguardano il proprio brand e segnalare eventuali problematiche.


di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera