Influencer in azienda: obiettivi, metriche, contratti

di Redazione PMI.it

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Coinvolgere influencer nel marketing aziendale è una scelta condivisa da molte aziende: ecco gli obiettivi, le metriche di valutazione e le forme contrattuali.

Per 9 aziende su 10 coinvolgere un influencer nel proprio piano di marketing sta diventando una prassi abituale. Instagram, Facebook e YouTube sono i canali attraverso cui veicolare messaggi specifici avvalendosi di queste nuove figure professionali.

Osservatorio Flu Ipsos

Secondo quanto ha rivelato l’Osservatorio Influencer Marketing di Flu e Ipsos, il numero di aziende che promuovono campagne di comunicazione di questo tipo è in crescita: l’obiettivo è diversificare i contenuti per il target di riferimento entrando in contatto diretto con gli utenti, ma anche di promuovere una maggiore brand awareness.

Per quanto riguarda gli influencer, la maggioranza dei brand non fa riferimento a personaggi famosi ma a figure specializzate e conosciute solo all’interno di un preciso ambito di riferimento, puntando quindi sulla credibilità. A queste risorse viene solitamente proposta una collaborazione temporanea ma continuativa, attivata in occasione di eventi o iniziative speciali e raramente parte integrante di una strategia di comunicazione studiata a tavolino.

=> Errori dell’Influencer Marketing

La misurazione dei risultati dell’influencer marketing, avviene prevalentemente attraverso le vanity metrics che tengono conto dell’engagement che i contenuti condivisi sono in grado di generare, prendendo quindi in considerazione il numero di like, dei commenti e le recensioni e altre interazioni. Solo in misura minore entrano in gioco i contatti e il sentiment.

La prima ragione per cui le aziende si rivolgono gli influencer è la necessità di raggiungere il target di riferimento con un contatto diretto (88%). La seconda è fare brand awareness (85%), la terza migliorare la reputation del proprio brand nei confronti del target di riferimento (76%).

Osservatorio IED AKQA

Simile il trend rilevato da un secondo Osservatorio, quello di IED Milano e AKQA, che registra una crescita degli investimenti aziendali pari al 45%. Tra le imprese del panel, PMI (51%), grandi imprese (39%), startup (7%) e organizzazioni non-profit (3%).

L’investimento medio varia a seconda delle dimensioni d’azienda: 45k per le PMI, 89k per le grandi imprese, 11.2k per le startup.

In pochi guardano alle metriche: il 7% all’engagement rate e il 12% ai follower. Per il resto si cerca affinità con i propri valori (37%) e aderenza al target (30%), criteri primari per la scelta degli influencer.

Gli obiettivi delle attività: awareness (75%) e aumento delle vendite (48%), reputation (52%) ed education sul proprio prodotto (39%).

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