Errori dell’Influencer Marketing

di Chiara Basciano

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Quattro errori da evitare per non far fallire le strategie di Influencer Marketing.

Molte grandi aziende stanno puntando sull’Influencer Marketing avendone constatato l’efficacia. Le piccole e medie imprese possono prendere spunto da queste strategie, imparando anche dai loro errori.

Il ricorso ad influencer per promuovere il proprio brand non è infatti privo di trappole.

La prima fase, quella in cui si individuano i personaggi in grado di “smuovere le masse”, è particolarmente delicata. Possibilmente, deve trattarsi di una persona che sia un reale cliente, o quanto meno che il suo endorsement sia credibile, perchè motivato da un legame reale con il marchio stesso.

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E poi contano i suoi seguaci (follower). Se per esempio si punta a raggiungere un settore composto da giovani uomini, ritenuti il target del proprio brand, si deve ingaggiare un influencer che abbia il medesimo bacino d’utenza. Se mancano questi requisiti, non tutto è perduto: si possono utilizzare strumenti appositi.

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Un altro errore è basarsi sulla quantità più che sulla qualità. Un gran numero di follower non sempre significa che il personaggio in questione sia davvero capace di influenzarne le scelte. È importante calcolare il numero di interazioni dividendolo per quello dei seguaci, in modo da capire quante azioni si riescono ad innescare.

Un altro passo falso è assoldare un influencer che non si mostri appassionato al brand proposto. Durante il processo di negoziazione bisogna capire se davvero sarà capace di parlare del nostro marchio con interesse genuino.

Un ultimo errore molto comune è far diventare la pagina dell’influencer una sorta di vetrina per il marchio. L’utente non ama sentire che gli si sta vendendo qualcosa, bisogna avere il giusto equilibrio, evitando campagne troppo evidenti.