Oltre il blog aziendale: dai social ai corporate network?

di Stefano Besana

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Il corporate blogging non è un fenomeno nuovo. Ormai, possiamo dire che si sia completamente affermato.

Ducati è forse l'esempio più famoso a livello italiano: l'azienda di Borgo Panigale è stata una delle prime a scommettere in questa direzione, e probabilmente ha ottenuto una delle situazioni più favorevoli in assoluto. Di certo, oggi in Rete assistiamo ad un fiorire di blog aziendali, che cominciano a conquistare anche sempre più Pmi.

Tuttavia, se il mondo dei blog aziendale rappresenta il presente, quello dei social network in ottica professionale potrebbe rappresentare il futuro. Non sono poche, infatti, le aziende che stanno investendo nella creazione di social network aziendali (e non solo ospitati all’interno di reti sociali generaliste o network più propriamente business), destinati agli usi più disparati, e sempre in un chiave professionale.

Le reti sociali pubbliche più famose le conosciamo tutti: Facebook, MySpace, LinkedIn, etc.
 Sono servizi famosi, alcuni dei quali sono stati già  discussi in questa sede.

Il punto è comprendere quanto l’azienda voglia realmente investire del proprio per creare qualcosa di personale e privato, una sorta di Social Intranet.

L'idea può essere interessante a patto che venga “ben spesa” e ben amministrata. Se siete attratti dal progresso e dall’innovazione, di certo, potrebbe essere un’eccellente ragione per investire in questo senso. Ma attenzione: ne avete davvero bisogno?

Spesso, ci si fa trascinare dall’impeto della novità , da ciò che si sente in giro e si vorrebbe replicare, senza tenere conto delle proprie reali esigenze.
Sono quelle che contano.

Per cui un consiglio: fate sempre attenzione a valutare l’opportunità  di un investimento in base al vostro profilo, target e obiettivi aziendali. Domandatevi se per la vostra società  possa essere utile muoversi in tal senso (sia per quel che riguarda i social network che per i blog).
Se i dubbi e le perplessità  sono molti, molto spesso non è utile “forzare”.

Inseguire il progresso ad ogni costo, anche quando non serve, può risultare non solo inutile ma anche controproducente. Come sempre, la soluzione ideale è il giusto mezzo.

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