Ddl lavoro, bocciato l’Arbitrato sul licenziamento

di Noemi Ricci

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Approvato l'emendamento Cazzola al Ddl Lavoro: la clausola compromissoria non può riguardare controversie sul licenziamento, sarà dunque possibile farsi assistere

Clamorosa bocciatura dell’Arbitrato nelle controversie di lavoro, dopo il “no” dello stesso presidente Napolitano, che aveva rinviato alle Camere il Ddl Lavoro per il riesame del testo.

La commissione Lavoro ha approvato l’emendamento al disegno di legge Lavoro (in particolare l’articolo 31) del relatore Giuliano Cazzola (Pdl).

Viene dunque recepito l’avviso comune siglato dalle parti sociali l’11 marzo, che chiedeva che la clausola compromissoria sull’Arbitrato – che tanto ha fatto discutere – non può riguardare controversie sul licenziamento.

Se dopo un anno dall’entrata in vigore della legge mancherà ancora un accordo per la definizione delle clausole compromissorie sull’arbitrato, il Ministro del Lavoro dovrà convocare le parti con il fine di promuoverlo. Nel caso di ulteriore assenza di un accordo, dovrà intervenire egli stesso con un proprio decreto.

In più, nel comma 9 dell’art.31 viene specificato che le parti potranno farsi assistere nella certificazione da un legale di fiducia o da un rappresentante dell’organizzazione sindacale o professionale.

Le modifiche apportate all’arbitrato corrispondono dunque alla volontà condivisa delle parti sociali di utilizzare l’arbitrato come libera opzione del lavoratore e dell’impresa.

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