Equo compenso: subito i primi aumenti sui prezzi, con la tassa SIAE sull’Hi-Tech

di Tullio Matteo Fanti

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Entrato in vigore il Decreto Bondi, la nuova "tassa" SIAE sui dispositivi di archiviazione di massa ha subito determinato un aumento dei prezzi di listino. I primi rincari? Sui prodotti Apple

Nonostante le critiche e il ricorso di Altroconsumo, la tassa SIAE sui dispositivi di archiviazione di massa – introdotta dal Decreto Bondi – è oramai realtà. Tra i primi listini italiani a risentire del nuovo balzello, quelli sui prodotti Apple.

Osservando i prezzi italiani riportati sull’Apple Store, si può notare il ritocco al rialzo: MacBook da 899 a 902 euro; iMac da 1099 a 1102 euro e MacBook Pro da 2299 a 2302 euro.

L’aumento diventa più evidente se si prende in considerazione l’iPod: lo Shuffle da 4Gb passa da 55 a 61 euro mentre l’iPod Nano da 8Gb passa da 139 e 143 (da 169 e 174 euro il modello da 16Gb). Per il modello classico, l’aumento è di ben 18 euro mentre il Touch da 64Gb cresce di 10 euro.

La tassazione prevista dal testo della legge andrà a incidere anche sui costi di tutti i supporti di memorizzazione – come ad esempio CD, DVD, memory card, hard disk e pendrive – con un aumento medio dei prezzi dei prodotti tecnologici dotati di memoria, quantificato da Assinform, del 4% circa.

Interessante notare come le nuove disposizioni prevedano un compenso in cifra assoluta e non in percentuale (masterizzatori esclusi, per i quali si parla di un 5 % in più sul prezzo di vendita).

In un mondo Hi-Tech, dove la tecnologia digitale tende costantemente all’abbattimento dei prezzi e all’aumento della capacità dei supporti, la tassa appare destinata a incidere sempre più sul prezzo finale dei prodotti, con un forte impatto sul mercato, oltre che sulle tasche dei consumatori.

In attesa del parere della Commissione Europea sul ricorso presentato da Altroconsumo, ecco l’elenco completo dei rincari previsti.

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